RICICLAGGIO MILIARDARIO:BUFERA SU FASTWEB E SCAGLIA

 

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Un maxi riciclaggio di denaro sporco, che ammontava a circa due miliardi di euro, è stato scoperto dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza. Sono 56 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Roma, su richiesta della Procura distrettuale antimafia, per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio ed al reimpiego di ingentissimi capitali illecitamente acquisiti attraverso un articolato sistema di frodi fiscali. Alcuni indagati sono raggiunti da un provvedimento restrittivo in Usa, Inghilterra e Lussemburgo. La struttura transnazionale individuata dal Ros e dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria riciclava centinaia di milioni di euro tramite una rete di società appositamente costituite in Italia ed all’estero. I capitali illeciti provenivano da una serie di operazioni commerciali fittizie di compra-vendita di servizi di interconnessione telefonica internazionale, per un valore complessivo di oltre 2 miliardi di euro. Per realizzare la maxi operazione di riciclaggio, il sodalizio si è avvalso di società di comodo di diritto italiano, inglese, panamense, finlandese, lussemburghese ed off-shore, controllate dall’organizzazione indagata. I particolari dell’operazione «Broker» saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11.30 presso la Procura Distrettuale Antimafia di Roma (piazzale Clodio). 

CHIESTO COMMISSARIO La procura di Roma ha fatto richiesta formale di commissariamento delle due società Fastweb e Telecom Sparkle, società coinvolte nell’inchiesta sul maxi riciclaggio. Secondo quanto si è appreso la richiesta di commissariamento è motivata dalla «mancata vigilanza» ed è stata fatta sulla base della legge 231 del 2001 che prevede sanzioni per quelle società che non predispongono misure idonee ad evitare danni all’intero assetto societario..

FASTWEB GARANTISCE CONTINUITA’ Fastweb si ritiene estranea e parte lesa della presunta evasione Iva derivante da attività truffaldine di terzi. Così un comunicato della società milanese precisando che l’azienda ha reso noto che è stata avanzata nei confronti di Fastweb spa e Telecom Italia Sparkle spa una richiesta di misura interdittiva dell’esercizio dell’attività che sarà valutata dal giudice il prossimo 2 marzo. Fastweb, comunque, garantisce la continuità dell’attività ai clienti e ai 3.500 dipendenti e alle oltre 8.000 persone che lavorano per la società.

TITOLO CROLLA Fastweb ancora più in rosso sul listino nel giorno dell’annuncio dell’indagine, che coinvolge anche la società, per presunta frode fiscale e riciclaggio. Il titolo perde il 9% a 14,77 euro con circa 530mila pezzi, quasi 10 volte la media giornaliera dell’ultimo mese.

“LA DIRIGENZA FASTWEB CONSAPEVOLE DI TRUFFA” «La consapevolezza della dirigenza di “Fastweb Spa” di far parte di un meccanismo fraudolento è emersa dalla copiosa documentazione sequestrata». Questo un passaggio illustrativo dell’operazione ‘Broker’ diffuso durante una conferenza stampa a Piazzale Clodio, alla presenza del procuratore antimafia Piero Grasso, del generale dei Carabinieri Giampaolo Ganzer, dei colonnelli della Guardia di Finanza Leandro Cuzziocrea e Stefano De Braco. Ci sono le relazioni dell’audit interno di Fastweb dalle quali «si rileva come fosse nota all’interno della società la circolarità dei flussi finanziari, formalmente giustificata da contratti di finanziamento, e peraltro realizzata nella sostanza grazie anche ad un anticipo concesso dalla stessa Fastweb alle società legate al sodalizio criminale e sue clienti». L’operazione investigativa Broker – è stata eseguita dai carabinieri del Ros e dal nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza. Le indagini sono state coordinate da Giancarlo Capaldo della Dda di Roma e dai sostituti procuratori Giovanni Bombardieri, Giovanni Di Leo e Francesca Passaniti. Gli arresti sono stati firmati dal gip del tribunale di Roma Aldo Morgigni.

DANNO ERARIALE PER 400 MILIONI «Un danno per l’erario e per l’economia di oltre quattrocento milioni di euro». Così il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo nel corso della conferenza stampa. «Il meccanismo – ha riferito il magistrato – era duplice: quello delle fatture per prestazioni inesistenti, con il conseguente recupero dell’iva e la creazione di fondi neri all’estero; quello della commercializzazione di schede prepagate Puhncards». Un’indagine «complessa» in relazione alla quale Capaldo ha ringraziato le autorità giudiziarie dei diversi Paesi che hanno collaborato alle indagini, nonché «per l’impegno e il coordinamento» la finanza e il Ros. «Un meccanismo creato da raffinate menti finanziarie», ha aggiunto. In particolare, il riciclaggio veniva realizzato attraverso la falsa fatturazione di servizi telefonici e telematici inesistenti, venduti nell’ambito di due successive operazioni commerciali a Fastweb e a Telecom Italia Sparkle rispettivamente dalle compagini italiane Cmc e Web Wizzard srl nonché da I-Globe e Planetarium che evadevano il pagamento dell’Iva per un ammontare complessivo di circa 400milioni di euro, trasferendoli poi fraudolentemente all’estero.
Secondo gli investigatori, che hanno individuato una struttura transnazionale dedita al riciclaggio di ingenti somme di denaro, tramite una rete di società appositamente costituite in Italia e all’estero, lo Stato avrebbe subito un danno per oltre 365milioni di euro derivanti dal mancato versamento dell’iva, attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per più di 1.800.000.000 di euro da parte delle società di telecomunicazione, che hanno ottenuto fittizi crediti iva, oltre che un utile pari a quasi 96milioni di euro. Due, appunto, le operazioni su cui hanno indagato gli investigatori. La prima riguarda la commercializzazione di schede prepagate, denominate «Phuncards», che hanno un codice che avrebbe dovuto consentire l’accesso tramite un sito internet a contenuti tutelati da diritto d’autore, in realtà inesistenti. L’altra riguarda la commercializzazione di servizi a valore aggiunto (del tipo ‘contenuti per adultì) da realizzare mediante l’acquisto e la veicolazione dei contenuti attraverso servizi di interconnessione internazionale per il trasporto di traffico telematico. Secondo chi indaga, la consapevolezza della dirigenza di Fastweb spa di far parte di un meccanismo fraudolento è emersa dalla corposa documentazione sequestrata, tra cui le stesse relazione dell’audit interno, da cui si rileva come fosse nota all’interno della società la circolarità dei flussi finanziari, formalmente giustificata da contratti di finanziamento, e realizzata grazie anche a un anticipo concesso dalla stessa Fastweb spa alle società legate al sodalizio criminale e sue clienti.

INDAGATO AD DI FASTWEB, PARISI L’amministratore delegato di Fastweb (in carica dal primo novembre 2004) Stefano Parisi è tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta della procura su un’attività di riciclaggio e frode fiscale. Al manager sono contestati i reati di associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata, dichiarazione infedele mediante l’uso di fatture o altri documenti inesistenti.

ARRESTATO IL SENATORE DI GIROLAMO La magistratura di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del senatore Nicola Di Girolamo (Pdl) per violazione della legge elettorale «con l’aggravante mafiosa». Lo ha reso noto il procuratore della Dda di Roma Giancarlo Capaldo nel corso di una conferenza stampa a piazzale Clodio, tenuta insieme al procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso per illustrare l’operazione Broker contro il riciclaggio.

ARRESTATO MAGGIORE DELLA GUARDIA DI FINANZA C’è anche un maggiore della Guardia di Finanza, Luca Berriola in servizio presso il comando di tutela della finanza pubblica, tra i destinatari dei mandati di arresto nell’ambito dell’indagine ‘Broker’ della Dda di Roma. Berriola avrebbe contattato l’imprenditore campano Vito Tommasino, titolare della ‘Axe techonology’ (attiva a Roma nel settore degli impianti) per agevolare il rientro dall’estero di un milione e mezzo di euro dell’organizzazione criminale transnazionale sgominata oggi. In pratica le società di Tommasino avrebbero dovuto emettere false fatture per far rientrare i capitali ‘sporchì. L’imprenditore e il finanziere avrebbero dovuto guadagnare un compenso pari al 2,5% del capitale recuperato.

RICERCATO L’EX AD SILVIO SCAGLIA Silvio Scaglia, ex amministratore delegato di Fastweb, è ricercato dal dda di Roma che ha emesso nei suoi confronti un mandato di arresto nell’ambito dell’inchiesta ‘Broker’. Tra le 56 misure di custodia cautelare (52 custodie cautelari in carcere e 4 arresti domiciliari) ci sono anche quelle che riguardano, oltre a Scaglia, anche altri alti funzionari ed amministratori della società ‘Sparklè (controllata al 100% da Telecom) e ‘Fastweb’ che sarebbero stati compiacenti nel favorire le operazioni di riciclaggio dell’organizzazione criminale la cui attività è stata fermata stamattina. In particolare il riciclaggio ha provocato un danno allo Stato italiano di oltre 365 milioni di euro derivanti dal mancato versamento dell’iva attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per più di un miliardo e 800 milioni di euro da parte di «primarie società di telecomunicazioni». Le operazioni commerciali fittizie hanno riguardato la commercializzazione di schede prepagate che, tramite un codice, avrebbero dovuto consentire l’accesso a un sito internet di contenuti tutelati dal diritto di autore e in realtà inesistenti. La secondo operazione fittizia riguardava la commercializzazioni di servizi (del tipo ‘contenuti per adultì), da realizzare attraverso traffico telematico rivelatosi, anche in questo caso, inesistente.

“SCAGLIA E’ ALL’ESTERO, PRONTO PER ESSERE INTERROGATO” Silvio Scaglia, ex amministratore delegato di Fastweb, si trova al momento all’estero per lavoro. Ha dato mandato ai suoi difensori di concordare il suo interrogatorio nei tempi più brevi per chiarire tutti i profili della vicenda. L’imprenditore, ricercato per riciclaggio, riafferma comunque – in una nota – la sua estraneità a qualunque reato.

CHI E’ SILVIO SCAGLIA Conosciuto soprattutto per essere stato il fondatore e principale azionista di Fastweb, Silvio Scaglia è nato nel 1958 ed ha frequentato il Politecnico di Torino, dove si è laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, per poi iniziare la sua carriera lavorativa come consulente presso lo studio McKinsey e Bain. Prima di fondare Fastweb, Scaglia è stato amministratore delegato di Omnitel, poi diventata Vodafone Italia. È durante questa esperienza che si guadagna fra i colleghi di Omnitel il soprannome di ‘magò, per aver saputo portare il numero degli abbonati della compagnia di telefonia mobile da 300.000 a 8 milioni in un breve arco di tempo. La svolta per Scaglia arriva nel settembre del 1999, quando fondò Fastweb: «ci ho investito tutti i miei soldi, fino all’ultimo centesimo, e tutta la mia credibilità», disse presentando la società, che avrebbe poi investito oltre quattro miliardi di euro per creare la propria rete a fibre ottiche«. L’imprenditore è rimasto il principale azionista di Fastweb fino al giorno 9 aprile 2007, quando ha ceduto il suo 18,75% alla Svizzera Swisscom, che il 22 marzo 2007 aveva lanciato un’Opa sulla societ… al prezzo di 47 euro per azione. La cessione gli ha consentito di entrare nella classifica di Forbes dei 1.000 uomini più ricchi del mondo, che ne ha stimato la ricchezza in circa 1,2 miliardi di dollari: il tredicesimo uomo più ricco d’Italia. La sua avventura nel mondo della comunicazione è continuata fondando Babelgum, una web-tv platform completamente gratuita per gli utenti del servizio, di cui è presidente e principale finanziatore, con un investimento stimato in circa 50 milioni di euro.

COSA SONO FASTWEB E SPARKLE 
Fastweb e Sparkle sono le principali società coinvolte nell’inchiesta sul riciclaggio di denaro sporco. Ecco una scheda che indica nel dettaglio l’attività dei due gruppi.
FASTWEB: Nel 2009 ha compiuto 10 anni, è un operatore di servizi di telecomunicazione. La società, quotata a Piazza Affari, è presieduta da Carsten Schloter mentre Stefano Parisi ricopre la carica di amministratore delegato. Il principale azionista, con una quota dell’82%, è Swisscom. A sua volta Fastweb controlla il 100% di e.BisMedia, attiva nel campo della distribuzione di servizi televisivi e il 60% di Qxn. Fastweb nasce a Milano nel settembre 1999 con una joint venture tra e.Biscom (società di Silvio Scaglia) al 60% e Aem, la multiutility milanese, al 40%. Nel marzo 2000 e.Biscom si quota in borsa e raccoglie i fondi necessari per la realizzazione della rete. Successivamente Aem cederà le sue quote a e.Biscom in cambio della proprietà di Metroweb. Nel 2004 Fastweb viene fusa per incorporazione nella controllante che ne assume il nome. A marzo 2007 la svizzera Swisscom lancia un’Offerta pubblica di acquisto a cui aderisce anche Silvio Scaglia conferendo la sua quota. Il management viene confermato mentre viene rinnovato il Cda e la presidenza, detenuta in precedenza da Silvio Scaglia (la carica di ad è già ricoperta da Parisi dal 2004) viene assunta da Carsten Schloter, amministratore delegato di Swisscom. Un altro passaggio importante nella storia di Fastweb è nel 2008 l’ingresso nella telefonia mobile come operatore virtuale appoggiandosi alla rete di 3 Italia. Oggi la rete Fastweb supera i 27 mila chilometri, il gruppo ha circa 3.400 dipendenti e i clienti hanno raggiunto 1,64 milioni di unità (+11%). L’esercizio 2009 si è chiuso con 1,85 miliardi di euro di ricavi (+8,5%) e un risultato netto positivo per 36 milioni di euro, a fronte di 1 milione di utile registrato nel 2008.
SPARKLE: È una società interamente controllata da Telecom Italia che fornisce servizi di telecomunicazioni (voce, dati, Internet) costituita nel 2003. Il presidente è Andrea Mangoni e l’amministratore delegato è Francesco Armato. Attraverso Seabone (South East Access backbone), una vera ‘spina dorsalè in fibra ottica, presidia le aree geografiche di maggiore interesse in Europa, nel Bacino del Mediterraneo e in Sud America e provvede a fornire il routing internazionale per la maggior parte del traffico telefonico e dati generato dall’utenza di Telecom Italia oltre a rivendere servizi a terzi, in particolare operatori di rete fissa e mobile, ISP (Internet Services Provider) e aziende multinazionali. Quand’è nata, Sparkle contava su una rete mondiale bilaterale, comprensiva tra l’altro di circa 360.000 km di cavi sottomarini, in grado di collegare direttamente l’Italia con 220 Paesi e circa 240 operatori. In Europa, in particolare, contava su oltre 18.000 km di reti crossborder. Nella primavera 2009 Telecom ha dato mandato alle banche per cedere una quota di minoranza, il 49% di Sparkle e la sua dismissione è fra quelle annunciate dal gruppo guidato da Franco Bernabè.

SEQUESTRI PER CENTINAIA DI MILIONI Non solo misure cautelari ma anche sequestri per centinaia di milioni di euro sono stati emessi dal gip nell’ambito di una maxi-operazione sul una frode che vede coinvolti dipendenti di società di telecomunicazioni. In particolare sono circa venti le quote societarie sequestrate acquistate con proventi del riciclaggio. Sono in corso di esecuzione in Italia e all’estero provvedimenti ablativi per equivalenza di beni per un valore stimato di centinaia di milioni di euro, in applicazione della normativa vigente in materia di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale (articolo 11 della legge 146/2006). «È il primo caso di applicazione di questa normativa» ha detto il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso, «oltre a quello della legge 231/2001 sulla responsabilità delle società», ha aggiunto il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. Tra i beni sequestrati 247 immobili per un valore dichiarato di 48 milioni di euro; 133 autovetture e 5 imbarcazioni per un valore complessivo di 3.700.000 euro; 743 rapporti finanziari; 58 quote societarie per un valore di 1.944.000 euro; crediti nei confronti di Fastweb e Telekom Italia Sparkle per complessivi 340 milioni di euro circa; due gioiellerie (il valore degli immobili è calcolato in base a quanto dichiarato negli atti di compravendita). Il valore dei beni localizzati all’estero e colpiti dallo stesso provvedimento, ammonta a circa 15 milioni di euro.

FASTWEB PERDE IN BORSA 
Amplia il calo Fastweb a Piazza Affari dopo i mandati di arresto emessi dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma su funzionari e amministratori di Fastweb e Sparkle (Telecom), tra cui l’ex amministratore delegato e socio di maggioranza del gruppo Silvio Scaglia. Il titolo della società, controllata da Swisscom, cede il 2,58% a 15,86 euro, mentre Telecom conferma il calo dell’1,52% a 1,09 euro già registrato prima che venissero rese note le ordinanze di custodia cautelare.

INDAGATA ANCHE TELECOM Tra gli indagati nell’inchiesta per riciclaggio e frode fiscale ai danno dello Stato condotta dalla Procura di Roma ci sono anche Telecom Italia Sparkle (controllata da Telecom Italia) e Fastweb. Le società sono indagate, in base alla legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, per reati commessi tra il 2003 e il 2007. La norma prevede sanzioni in capo alle aziende, come persona giuridica responsabile di non avere impedito ai propri dipendenti di commettere reati nell’interesse della società .

 

  1. Laura
    27 Febbraio 2010 a 23:40 | #1

    finalmente

  2. Laura
    27 Febbraio 2010 a 23:39 | #2

    provo a vedere se ora funziona, l’inserimento dei commenti, anche nelle curiosità

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