Archivio

Archivio autore

Buon 2013

31 Dicembre 2012 4 commenti

Sta per finire un altro anno e sicuramente non è stato fra i migliori. Si gira  pagina, nella speranza di un 2013  pieno di novità positive (lasciatemi sognare).

 

La parole fine sembra una condanna. La fine del mondo  preannunciata dai Maya non è arrivata,  ma per coloro che hanno temuto e respirato quell’ultimo “attimo di vita” sì,   è arrivata …  e questa è,  in un certo senso, la fine del mondo: “La morte della vita, la disperazione che uccide il futuro e l’incapacità a sognare”.

Tutto il resto , l’eventuale dopo, la vita eterna, è per tutti solo un’ipotesi, una possibilità. Per l’ateo solo un illusione, per chi crede una certezza, per me, eterna dubbiosa, una possibilità piena di “se” di “ma” e di “chissà”.

Per alcune cose invece si  è davvero arrivato qualcosa che assomiglia alla fine.

In troppi si vive nel disinteresse generale e solo per il proprio tornaconto e questo vale soprattutto per i nostri politici, per i “ricchi” affamati di potere che senza scrupoli non rinunciano a nulla e dispongono della vita altrui alimentando guerre e seminando miseria ovunque.
Gli unici che hanno rinunciato a qualcosa (perchè hanno dovuto) sono gli operai, e l’unica goccia di sudore appartiene a coloro che stentano ad arrivare a fine mese,  o a coloro che hanno rinunciato a lottare ponendo la parola fine alla loro esistenza.
“Loro”,  la classe politica, i potenti di ogni schieramento, ormai tutti uguali nel loro modo di porsi,  si dicono preoccupati per le sorti  del popolo, ma continuano più o meno indistintamente, a farsi il proprio interesse.
Si gira pagina sperando che tutto questo possa cambiare e che un mondo migliore non rimanga solo un sogno destinato a frantumarsi nella dura realtà quotidiana.

Non voglio augurare la luna, o un anno strepitoso perché sappiamo tutti che non sarà così e non voglio prendere in giro nessuno, ma auguro  a tutti un anno pieno di forza e determinazione, il coraggio di lottare e tanta tanta serenità nel cuore e nell’animo.

Auguro a tutti di vivere un 2013 nella speranza di un futuro per l’umanità. Perché che ci piaccia o no stiamo affondando tutti.

Un Abbraccio e Un Sereno 2013 a tutti.

Il Giappone dice addio all’atomo

5 Maggio 2012 2 commenti

Si spegne l’ultima centrale dopo 42 anni.

Il Giappome ne esce dal club atomico. L’avvio della procedura di arresto dell’ultima centrale attiva è prevista per le 17, ora di Tokyo del 5 maggio.
Per le 23, cioè le 18 in Italia, il paese nipponico non potrà più basarsi sull’atomo per produrre energia elettrica dopo 42 anni.
MANUTENZIONE ORDINARIA. La Hokkaido Electric Power, ha iniziato a disattivare l’unità numero 3 della struttura di Tomari, l’ultima attiva sulle 5 disseminata nell’arcipelago.
Si tratta di uno stop dovuto alla manutenzione ordinaria obbligatoria ogni 13 mesi che però assume un significato più profondo a poco più di un anno dalla crisi di Fukushima.
La chiusura del reattore non ha infatti fermato le proteste. In centinaia hanno marciato per le vie della capitale per chiedere la fine definitiva dell’utilizzo del nucleare.
VIA LIBERA DALLE COMUNITÀ. La perdita di radiazioni e le evacuazioni di massa hanno moltiplicato le paure nell’opinione pubblica sulle centrali al punto che tutte le unità fermate per le verifiche di routine non sono più ripartite a causa delle forti resistenze registrate tra le comunità locali.
Il processo amministrativo di riavvio, dopo il via libera dell’authority sulla sicurezza nucleare, prevede che ci sia il consenso espresso dagli enti locali (comuni e prefetture) che ospitano gli impianti. Finora i comuni non hanno approvato il ritorno all’atomo nemmeno nella prefettura di Fukui.  L’area più nuclearizzata del mondo vanta 14 reattori su una superficie simile a quella della città di Roma.

Sabato, 05 Maggio 2012
(dal giornale on line lettera 43

ventunomarzoduemiladodici

21 Marzo 2012 3 commenti

“Potranno recidere tutti i fiori, ma non potranno fermare la primavera”

 

 

Pablo Neruda

 

 

 

“Potranno recidere tutti i fiori, ma non potranno fermare la primavera”

 

 

Pablo Neruda

 

Il Gioco (postato da Clà)

21 Gennaio 2012 19 commenti

Quando si parla della città del peccato a chi non viene in mente la famosa Las Vegas? Famosa come il  luogo dove tutto è “permesso” almeno quando di vizi si parla. Il gioco d’azzardo è permesso legalmente, la vendita di alcolici altrettanto, una meta gradita dei vip, gli attori celebri, i personaggi più strambi che potete immaginare e naturalmente di una miriade di turisti che non vogliono perdersi questo “spettacolo” che la America offre al mondo.

                   ………………….             

 

Si, perché di un spettacolo puro si tratta, pure ingannevole..
La realtà che si nasconde dietro è molto più tragica e preoccupante. Milioni di persone hanno perduto o lasciato un importante pezzo della loro vita, se non la vita stessa, in questa città. Io mi domando perché?
È la stessa domanda mi pongo ora che noto che sempre più persone, in Italia, sognano di arricchirsi giocando al gioco più ambito in Italia : ”SUPERENALOTTO” !

Non parlando di “lotto”,”gratta e vinci”,“slot machine da bar “, vari siti on line che invitano a “puntare” il proprio numero vincente(vincita garantita!?).
Qualche volta, ammetto, ho giocato pure io, ma il risultato era sempre lo stesso. Irritazione per i soldi buttati via, anche se pochi. Rabbia per chi gestisce il gioco d’azzardo, la tristezza nel rendermi conto che la gente che si trova nelle maggiori difficoltà economiche (o forse anche di altro tipo) più si aggrappa disperatamente alle illusioni e speranze infondate.
Non avete notato che PIÙ CRISI AVANZA PIÙ D’AZZARDO SI GIOCA ???
Ho capito che lo stato ha bisogno di coprire i “buchi” nel bilancio ma perchè deve farlo a spese della gente che crede erroneamente che giocando d’azzardo possa migliorare la esistenza già precaria? (la risposta ce l’ho)
E’ noto quanti soldi abbiamo speso per il gioco d’azzardo nel 2010. 61,4 miliardi di Euro.
Sono 1000 Euro a testa. Nessuno al mondo spende così tanto.
(se non ricordo male 54 miliardi di impatto sull’indebitamento netto sono da trovare nel 2013, -61,4 si sono spesi in gioco d’azzardo nel 2010)
Ma quello che impensierisce di più è “il crescente numero di giovani che si avvicinano a questo mondo –scrivono Federconsumatori e Adusbef – sensibili all’immagine dei soldi e della “vincita che ti cambia la vita”, incentivati anche dalla pubblicità dilagante sul web e in televisione.”

Perché in Italia è stato permesso pubblicizzare il gioco d’azzardo?
(almeno l’avvertimento che NUOCE GRAVAMENTE ALLA SALUTE potevano metterlo, no?)

Referendum bocciato dalla consulta

12 Gennaio 2012 15 commenti

Le reazioni della politica

Dopo la bocciatura del referendum da parte della consulta sono arrivate le prime vibranti reazioni dal mondo politico.

- Redazione- 12 ottobre 2012- Dopo la bocciatura da parte della Consulta con un doppio “no” su entrambi i quesiti presentati dal comitato promotore del referendum sulla legge elettorale, sono già cominciate le polemiche all’interno del mondo politico e istituzionale. E’ stato bocciato infatti sia il referendum sulla legge elettorale, quello che chiedeva l’abrogazione totale della legge “Calderoli”, sia quello che chiedeva la sua abrogazione parte per parte.

Uno dei primi a reagire è stato Arturo Parisi, uno dei promotori della raccolta di firme sui quesiti referendari. Parisi ha infatti riferito: “Anche se il prolungamento della camera di consiglio aveva aperto la nostra attesa alla speranza, tutto posso dichiararmi fuorchè sorpreso. Noi abbiamo fatto la nostra parte; continueremo la nostra battaglia per interpretare il milione e duecentomila firme raccolte, in modo diverso in Parlamento”.

Durissima la reazione di Antonio Di Pietro: “L’Italia si sta avviando lentamente verso una rischiosa deriva antidemocratica: manca solo l’olio di ricino. E’ tempo di scendere nelle piazze e di passare alla protesta attiva per non assistere più a questo scempio di democrazia”, ha chiesto l’ex magistrato. Poi ha attaccato: “Quella della Corte non è una scelta giuridica ma politica per fare un piacere al capo dello Stato, alle forze politiche e alla maggioranza trasversale e inciucista che appoggia Monti, una volgarità che rischia di farci diventare un regime”.

Il leader del Pd Bersani ha invece esortato il Parlamento ad agire in fretta: “Chi come noi ha dato un aiuto decisivo alla raccolta di firme, non può certo gioire per la decisione della Consulta ma la rispettiamo. Adesso tocca al Parlamento agire e noi da domani siamo impegnatissimi a cambiare il porcellum”.

Italo Bocchino di Fli si è allineato alla richiesta chiedendo a gran voce che il Parlamento si occupi subito di una nuova legge elettorale in risposta alla richiesta venuta da più di un milione di italiani. Nichi Vendola di Sinistra e Libertà ha invece parlato di “immensa amarezza” di fronte a una sentenza della Corte Costituzuonale che “frustra la strarispante domanda di cambiamento che si era espressa attraverso attraverso 1,2 milioni di firme di cittadini”.

Anche la Federazione della Sinistra per bocca di Orazio Licandro coordinatore della segreteria nazionale del Pdci: “Massimo rispetto, come sempre, per quanto deciso dalla Corte Costituzionale in merito ai quesiti referendari. Ci permettiamo di suggerire agli attuali partiti presenti in Parlamento che, nella situazione in cui ci troviamo, servirebbe un immediato ricorso alle urne per eleggere un nuovo Parlamento, in grado di superare l’emergenza economica e attuare le vere riforme necessarie per l’Italia. È ora di ridare voce ai cittadini per restituire dignità alla politica e alle istituzioni senza scorciatoie tecnocratiche”

Buon Natale e buon 2012 a chi ……

25 Dicembre 2011 22 commenti

 

Buon Natale a chi è triste senza sapere il perchè…..
A chi si sente in colpa perchè non  riesce a sorridere nemmeno in questo giorno….
A chi ha perso gli affetti più cari e in questi giorni si sente ancora più solo….
A chi vorrebbe essere amato semplicemente per quello che è….
A chi ce l’ha con il mondo intero, ma solo perchè ha dimenticato il calore che dà una carezza….
A chi ogni giorno fa i conti con gli errori di una vita intera….
A chi ha smarrito la forza di sperare vedendo ogni sua aspettativa miseramente demolita….
A chi vive quotidianamente in una spirale di violenza e non sa come uscirne….
A chi subisce umiliazioni morali e psicologiche….
A chi patisce le sofferenze del corpo….
A chi si sente sconfitto e demotivato….
A chi ha da poco perso un compagno di viaggio e ancora non riesce a farsene una ragione….
A chi sa di essere giunto al termine del suo viaggio….
A chi nel sorriso degli altri legge la propria tristezza….
A chi alza gli occhi al cielo e tra le nuvole non riesce più a scorgere le stelle perchè ha smesso di cercarle ormai da un pezzo….
Io non ho parole che possano lenire i mali del corpo e dell’anima o dissipare le ombre della solitudine e della tristezza…. So bene che i miei auguri dureranno appena lo spazio di un secondo…. Posso solo sperare che il calore del mio abbraccio più sincero raggiunga chi  ha ben poco da festeggiare.

Tagli ai privilegi dei parlamentari

4 Dicembre 2011 14 commenti

Le dichiarazioni shock dei politici

                 

 

 

Tagli ai privilegi dei parlamentari, si sta cominciando a dare qualche sforbiciatina: molti onorevoli la stanno prendendo bene, o quantomeno, fanno buon viso a cattivo gioco, della serie, “ci saranno sacrifici per tutti, ed è giusto cominciare da noi”. Altri, la stanno prendendo un po’ meno bene.

Onorevole responsabile Massimo Calearo:

A me della pensione non frega niente, ma l’operazione deve iniziare dal 1945, perché chi propone i tagli è in Parlamento da decenni.

 

Onorevole responsabile Maurizio Grassano:

I diritti acquisiti non bisognerebbe mai toccarli, perché se sono acquisiti vuol dire che per acquisirli ha pagato qualcosa. Se si toccano questi diritti bisogna almeno ridare indietro i soldi versati, altrimenti è una truffa … rispetto a Fabio Fazio, che prende 2 milioni di euro l’anno, noi prendiamo 4.500 euro netti al mese. Hai voglia di farne di mesi prima di arrivare a 2 milioni.

 

Onorevole Pdl Alessandra Mussolini:

Prima facciano chiarezza sui loro conflitti di interessi, poi ci chiedano i sacrifici.

 

Ex Ministro ed Onorevole Pid Saverio Romano:

 

Questa dei vitalizi avremmo potuta farla anche noi.

 

Onorevole Pdl Antonio Mazzocchi:

Se un deputato entrato alla Camera con un diverso regime decidesse di fare causa allo Stato credo che vincerebbe.

 

Onorevole Pd Rolando Nannicini:

Dai miei calcoli saranno 1500 e non più 2500 euro, ma vanno bene anche 900, voglio essere uguale ad un metalmeccanico, ma la Camera ci deve versare i contributi figurativi, capito?

 

Onorevole responsabile Michele Pisacane:

Facciamo una vita da cani … io e mia moglie prendiamo 30mila euro al mese? Le ho già spiegato che se uno investe nella politica quei soldi sono pochi.

 

Onorevole leghista Gianluca Pini:

Una proposta demagogica per indorare la pillola agli italiani che dovranno subire i tagli delle pensioni.

 

Onorevole repubblicano, ex responsabile, Mario Pepe:

Ridurre deputati e senatori alla fame vuol dire rendere il Parlamento schiavo dei poteri forti.

Per un amico Specialissimo…. un mondo di auguri a te, Tore!!!

7 Ottobre 2011 6 commenti

“E il meglio di voi sia per l’amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia. Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.”
(Kahlil Gibran)

le diverse anime delle italiane

25 Settembre 2011 6 commenti

Video importato

YouTube Video

inutile dire che stò dalla parte di Annarella :)

Quale legge elettorale?

4 Settembre 2011 Commenti chiusi

Il “Mattarellum” non è migliore del “Porcellum”

L’iniziativa referendaria, tesa a modificare l’attuale legge elettorale, promossa inizialmente dal settore veltroniano del Pd e oggi sostenuta anche da altri esponenti di quel partito fra cui Prodi, oltre che da Sel e dall’IdV, è non solo discutibile dal punto di vista tecnico-giuridico, ma rappresenta una scelta regressiva compiuta in nome d’interessi di parte che non porta alcun contributo positivo per correggere le storture e le iniquità dell’attuale sistema elettorale. Com’è noto, attraverso i quesiti referendari depositati, si punta a sostituire l’attuale sistema elettorale (il cosiddetto “Porcellum”) con il vecchio “Mattarellum”. In sostanza, al posto dell’attuale maggioritario di coalizione con un premio di maggioranza al 55%, si punta a ripristinare il sistema che prevedeva che il 75% dei seggi fossero attribuiti attraverso il maggioritario uninominale a turno unico, ripartendo il restante 25% secondo un criterio proporzionale fra le liste che avessero raccolto almeno il 4% dei voti.
L’argomento utilizzato dai promotori dell’iniziativa è che questo referendum costringerebbe il Parlamento a modificare la legge elettorale attualmente in vigore. La prima obiezione che si può fare è che se questo è l’intento, lo strumento utilizzato presenta limiti evidenti dal punto di vista del rispetto della giurisprudenza della Corte costituzionale in materia di referendum, giacché presuppone che la soppressione dell’attuale legge elettorale implichi l’automatico ripristino di quella precedente, incorrendo così nel rischio concreto che i quesiti referendari non siano accolti. E’ però del tutto evidente che dietro a simili argomenti si cela in realtà un disegno teso alla ridefinizione delle regole elettorali al fine di determinare una modifica, oltre che degli equilibri politici, della natura stessa del sistema istituzionale. Vale allora la pena di entrare nel merito delle differenze e delle analogie dei due sistemi elettorali, considerando preliminarmente il “Porcellum”.
L’attuale sistema elettorale è sicuramente aberrante, basti considerare che una coalizione con una maggioranza relativa può, anche con un solo voto di scarto rispetto a un’altra, accaparrarsi la maggioranza del 55% dei seggi parlamentari. Il vulnus al principio democratico è evidentissimo giacché in tal modo si stravolge completamente il reale peso elettorale degli schieramenti. Peraltro, è con questo sistema che il centro-destra con una semplice maggioranza relativa ha potuto governare finora indisturbato.
Va anche detto che questa abnormità dal punto di vista politico-istituzionale non ha suscitato particolare indignazione nel centro-sinistra almeno fino alla sconfitta del 2008. Più frequentemente, invece, la critica si è incentrata sulla scarsa garanzia di stabilità che questo sistema offre in virtù del fatto che i diversi meccanismi previsti per Camera e Senato rendono incerta la conquista di una maggioranza omogenea nei due rami del Parlamento. O, ancora, sull’utilizzo delle liste bloccate che privano il cittadino elettore della possibilità di influire sulla designazione degli eletti.
Che questo sistema debba essere cambiato è quindi necessario, ma l’iniziativa referendaria in corso propone una soluzione altrettanto disastrosa. In primo luogo, il “Mattarellum” non risolve il problema della governabilità, come vorrebbero i sostenitori del referendum. È sufficiente, infatti, che si presentino tre poli, anziché due, e non è più scontato l’ottenimento della maggioranza assoluta dei parlamentari da parte di una coalizione. Ma veniamo alle questioni più rilevanti. La prima è che questo sistema, come l’altro, resta maggioritario e che quindi stravolge il principio democratico della rappresentanza. Quel 25% di proporzionale, oltretutto vincolato al superamento del 4%, addolcisce appena la durezza di un meccanismo che resta feroce nei confronti delle minoranze che non si accodano ai principali schieramenti.
Ma non si tratta solo di questo. Come nel caso del “Porcellum”, il “Mattarellum” promuove la trasformazione in senso bipolare del sistema politico istituzionale costringendo agli apparentamenti forzosi. In questo modo alimenta il trasformismo costringendo ad alleanze innaturali senza per questo superare la frammentazione politica, che puntualmente e spesso in modo ancora più esasperato si riproduce all’indomani del voto. Peraltro, l’essere il sistema imperniato sui collegi uninominali non solo consente forti rendite di posizione a formazioni con base localistica, ma alimenta il proliferare di un notabilato locale che agisce come elemento di ulteriore dissolvenza dei partiti, accentuandone la trasformazione nel senso di federazioni di comitati elettorali.
L’alternativa proposta non si annuncia quindi migliore del sistema in vigore; essa è invece funzionale al disegno politico di alcune forze che sperano dalla sua introduzione di trarne vantaggi. Ciò vale per i settori del Pd che con più convinzione assumono il modello bipolare e il superamento del sistema tradizionale dei partiti, ma non è un caso che si stia allargando nel Pd l’area delle adesioni, al punto che è incerto se alla fine l’intero gruppo dirigente appoggerà la proposta. La cosa non stupisce più di tanto se si considera che la proposta di legge elettorale all’“ungherese” presentata qualche tempo fa dal Pd non si differenzia molto dal “Mattarellum”, se si esclude l’utilizzo del doppio turno nella competizione nei collegi e l’introduzione di un piccolissimo diritto di tribuna.
Ma la ricerca del vantaggio particolare è anche la motivazione di forze come Sel che spera in tal modo di acquisire definitivamente le primarie di coalizione, essenziali per giovarsi del ruolo trainante del suo leader. Operazione che dimostra una notevole disinvoltura sul piano politico, considerando il fatto che questa formazione politica ha sempre rivendicato (almeno a parole) la propria fedeltà al proporzionale. A quel proporzionale che costituisce – io credo – l’unico modello sostenibile e non solo perché strettamente connesso all’ispirazione della nostra Costituzione, non solo perché più democratico, ma anche più credibile, alla luce dei fallimenti conclamati delle avventure maggioritarie che dagli inizi degli anni ’90 si sono susseguite.
E’ per queste ragioni che i quesiti referendari proposti da Passigli e sostenuti da autorevoli costituzionalisti, a suo tempo presentati, che avevano l’obiettivo di ripristinare nel paese un sistema elettorale proporzionale, erano l’unica risposta credibile alla crisi delle istituzioni e del sistema politico. L’errore commesso da Passigli che, cedendo alle pressioni provenienti dal Pd, ha fatto naufragare l’iniziativa, è ora ancora più evidente nel momento in cui le componenti maggioritarie del suo stesso partito sono passate all’offensiva. Anche per questa ragione è bene che la battaglia per il proporzionale resti in campo e che si ricostruisca un fronte a suo sostegno.

Gianluigi Pegoloin data:03/09/2011 editoriale di “liberazione”