vent’anni dopo……………..

Mani pulite, polemiche 20 anni dopo
Di Pietro commosso. Pdl: fu guerra civile
Il 17 febbraio del 1992 l’arresto di Mario Chiesa
a Milano segnò lo scoppio di Tangentopoli

ROMA – Sono passati 20 anni da quando prese il via Mani Pulite con l’arresto, il 17 febbraio del 1992 a Milano, di Mario Chiesa. A fare il bilancio, dal ’92 ad oggi, è Antonio Di Pietro, ora leader di un partito intorno all’8% (secondo i dati delle ultime europee), all’epoca Pm di punta del pool Mani pulite.
Un bilancio triste, spiega l’ex magistrato che oggi ha organizzato a Milano una manifestazione per ricordare l’evento che chiuse i ponti con la «Prima Repubblica», perché in questi 20 anni non solo la corruzione non è stata eliminata, ma anzi, si è “fortificata”.
La corruzione. E che il quadro in Italia sul fronte della corruzione sia grave lo dimostra, non solo l’appello del Capo dello Stato alle forze politiche a individuare una normativa adeguata per combatterla, ma anche l’allarme lanciato giovedì dal presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino secondo il quale il fenomeno della corruzione “costa” al Paese circa 60 miliardi di euro l’anno. Contro una piaga di queste dimensioni, insiste il magistrato, un rimedio potrebbe essere quello di adottare la stessa fermezza usata contro la mafia: costruendo un «momento di lotta».
Il ventennale. La manifestazione di oggi per ricordare il ventennale di Tangentopoli “Vent’anni da Mani Pulite (… e rubano ancora)” è stata organizzata «per aiutare a ricordare perché questo aiuta ad avere un futuro migliore», ha detto Di Pietro salutando le persone presenti al Teatro Elfo Puccini e quelle che hanno assistito via internet e in tv al dibattito in cui ha parlato con il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, l’assessore al Bilancio Bruno Tabacci, Leoluca Orlando e i giornalisti Gianni Barbacetto e Marco Travaglio.
Il “rubamat”. Il tutto è iniziato alle 17, cioè all’ora esatta in cui venti anni fa furono messe le manette a Chiesa, beccato con una mazzetta in mano, l’arresto che scatenò la valagna di Tangentopoli. Insomma l’appuntamento di questa sera, con una scenografia che includeva un “rubamat”, sorta di bancomat di denaro pubblico, è stata voluta per dire no a ogni forma di revisionismo tanto che Di Pietro ha raccontato di «soffrire ancora» per l’inchiesta e di passare buona parte del suo tempo a difenderla.
Di Pietro si commuove. «Ho circa 320 cause di diffamazione in corso – ha spiegato commuovendosi – per coloro che offendono la causa», e ha aggiunto che sempre per Mani pulite è stato messo «sotto inchiesta 20 volte senza mai ribellarsi». «La morale della favola – ha concluso – è che ci può essere ottimismo. In quest’ottica però bisogna cambiare facce, cambiare persone e cambiare leggi», a partire da quella sul finanziamento pubblico dei partiti.
L’ira di Stefania Craxi: ci fu una guerra civile. «Monti ha detto: smettiamo di fare molti convegni. Il primo che non doveva essere fatto è quello di corso Buenos Aires». Stefania Craxi, presidente del movimento Riformisti italiani, e figlia dell’ex leader del Psi, Bettino Craxi, è stata laconica quando, sollecitata dai giornalisti, ha commentato il convegno di Di Pietro. Per la figlia di Bettino Craxi, Stefania, «un effetto di Mani pulite è che abbiamo vissuto una guerra civile, anzichè un normale avvicendamento di forze politiche riformatrici e conservatrici: cosa che prima o poi occorre che succeda». Craxi ha spiegato che Mani pulite «non ha prodotto nomi nuovi e, soprattutto, non hanno messo mano a quello a cui oggi bisogna ancora mettere mano: una grande riforma costituzionale che renda questo Paese una democrazia governabile».
Il Pdl: Stefania Craxi ha ragione. «Il giudizio di Stefania Craxi secondo la quale “un effetto di mani pulite è che abbiamo vissuto una guerra civile, anzichè un normale avvicendamento di forze politiche riformatrici e conservatrici” è fondamentalmente giusto», afferma Fabrizio Cicchitto,capogruppo del Pdl alla Camera. «Basta pensare da un lato al clima dell’epoca – aggiunge – e poi al fatto che mentre nel sistema di Tangentopoli c’erano tutte le grandi imprese e tutti i partiti e che invece l’operazione mediatica e giudiziaria di Mani Pulite operò delle profonde differenze di trattamento sia fra le imprese, sia fra i partiti e, per quello che riguarda la DC, addirittura fra le correnti di un partito per avere il senso della durissima operazione realizzata con le procedure ‘militarì offerte da un selettivo e mirato uso politico della giustizia».





MESSAGGIO PER TUTTI GLI ITALIANI ONESTI: CI HANNO AUMENTATO L'ETA' DELLE PENSIONI PERCHE' IN EUROPA TUTTI LO FANNO. NOI CHIEDIAMO, INVECE, DI ARRESTARE TUTTI I POLITICI CORROTTI PERCHè IN EUROPA TUTTI LO FANNO E DI DIMEZZARE GLI STIPENDI E I PRIVILEGI A PARLAMENTARI E SENATORI, PERCHE' IN EUROPA NESSUNO GUADAGNA COME LORO.



































Secondo me mani pulite non è stato uno sbaglio al suo nascere ma lo è stato per tutto quello che ne è venuto fuori dopo.
Se trovi uno che ruba che fai? Non lo arresti perché questo si potrebbe suicidare? Perché poverino cadrebbe in depressione?
Eh no! Tanto più che non si sono suicidati (?) prima d venir scoperti, magari in preda ai rimorsi.
Sul fatto che sia mancata la riservatezza sono d’accordo, troppe notizie trapelate ed a volte del tutto gratuitamente, ma nello stesso tempo mi chiedo se è poi tanto sbagliato che si sappia cosa bolle in pentola, ovviamente non parlo della vita privata delle persone di cui non mi importa nulla.
La delazione invece, come pure il carcere inteso come pressione per “confessare”, non è certo nata con mani pulite.
Sono forme da sempre esistite, la novità stà solo nel fatto che a finire in galera non c’erano i ragazzotti delle borgate o i ladruncoli di quartiere ma personaggi sino a quel momento considerati della società bene.
Sicuramente hai ragione quando rilevi che non ci sono stati potenti in galera, come è altrettanto vero che oggi c’è maggior corruzione, ma siamo certi che è una conseguenza di mani pulite?
Invece su Craxi penso che oltre ad aver violato la legge, l’ha anche fatta violare, non mi ha fatto nessuna tenerezza il saperlo esiliato ma con le saccocce piene, ma ha fatto un errore. Nel discorso in parlamento aveva cercato di dire che siccome “così fan tutti”, tutto doveva essere considerato lecito. Fortunatamente non è passato il concetto. I ladri rubano comunque ma sempre ladri rimangono.
Sono stata un po’ sconclusionata forse, ma sono stanca e non ho nemmeno voglia di rileggere.
Prendetemi come sono
@sdat
esporre le proprie considerazioni è sempre consentito, guai se non lo fosse. Non sono in possesso degli strumenti atti a stabilire dove e fino a quale punto si trovi la verità della vicenda e dei suoi sviluppi successivi, ma posso solo avanzare una mia piccola impressione su quanto accaduto.
E’ innegabile che ci fosse, c’è tuttora, bisogno di pulizia, altrettanto innegabile che molta “sporcizia” ha oltrepassato le “mani pulite” tenute a mio modesto avviso un po’ troppo aperte.
Se fosse stato fatto un vero “risanamento” a fondo, come si fanno le pulizie di casa a primavera, oggi molto probabilmente non saremmo qui a continuare a parlare di corruzione e cosette varie. Non credo, non penso sia stata una “guerra civile”, penso, invece, un’azione che non è riuscita completamente, troppi sono gli elementi che si sono praticamente “riciclati” in altre formazioni/gruppi politici/partitici e contribuito a mantenere “inquinato” l’ambiente in tutti i suoi settori, riproducendosi come fanno i lombrichi.
Per quanto riguarda Di Pietro, non so’ e, a dire il vero mi interessa un po’ poco, quali siano i motivi che l’hanno spinto a scendere in campo, anche se forse sbaglio, ma una valutazione su ciò mi sembra più un processo alle intenzioni anzicchè ai fatti.
Sono convinto che bisogna ritrovare un maggior riequilibrio tra i due poteri, giudiziario e politico, affinchè a nessuno dei due venga inibita la propria legittima funzione: bene le intercettazioni se servono a preservare la legalità ed il rispetto delle proprie attività/funzioni, col rispetto però della vita privata di ognuno e l’omissione di quelle che sono nulla più di semplici “gossip”.
se mi è consentito vorrei fare un piccolo elenco degli effetti collaterali di mani pulite, magari poi approfondire la cosa civilmente, sfodero il mio senso pratico e, perchè no, il mio sano cinismo:
1) mani pulite è stata una operazione politica e non giudiziaria, ha spazzato via il pentapartito, è innegabile che una parte del parlamento sia stata sostanzialmente ignorata
2) l’Italia ancora aspetta che Di Pietro chiarisca perchè ha abbandonato la magistratura, magari faccia anche luce sui misteri della maa, l’avvocato lucibello, il ruolo della moglie, il mercedes, la casa in centro al figlio, ecc. ecc. Lui avrà anche qualche procedimento in piedi ma in pratica con le 350 querele che ha sporto ha zittito ogni forma di attacco stampa, mi domando con quale coerenza sia sempre in prima fila a manifestare contro l’imbavagliamento dell’informazione
3) uno degli effetti più devastanti di mani pulite è stata la metamorfosi comportamentale dei giudici, dalla riservatezza assoluta sono passati al protagonismo mediatico indecente, una su tutte, il giudice di Biella che si è inventato la prima vallettopoli, quello che ha cercato di fregare Sabani per poi fregargli la donna e sposarsela.
4) l’effetto domino è stato da cataclisma, ha generato il berlusconismo, poi l’antiberlusconismo, poi l’asservimento della politica alla casta togata, poi l’antidemocratico squilibrio tra i poteri, oggi l’ANM ha, di fatto, il potere di veto sulle proposte di legge, questa non è democrazia
5) la corruzione è aumentata
6) la morte di Craxi è, tecnicamente, l’esecuzione di una condanna ideologica alla pena capitale, mani pulite ha tentato, senza riuscirci, di negare la storia, quella storia composta da sempre dalla commistione politica/potere economico, ancora ever green
7) di potenti in galera non se ne sono visti, dei 120miliardi imboscati da Cusani ne sono stati recuperati un decimo, aggiungiamoci svariati "suicidi" tra i quali una mezza dozzina definibili "eccellenti"
per adesso tolgo il disturbo
TADS
@sdat
nessun problema per me, tieni presente che le foto non sono mie, ma raccolte qui e là nel web
grazie per la visita
ciao Tito,
chiedo scusa per il fuori tema ma per correttezza ci tengo ad informarti che prendo in prestito la foto che hai in colonna per il mio prossimo pezzo.
TADS
@Tore
beh diciamo che hanno “scordato” di usare il sapone per le mani e una buona dose di disinfettante se una certa buon parte della politica del malaffare s’è riciclata e potenziata nella cosiddetta “2° Repubblica”………..Credo che lavare le “mani” ora sia un po’ poco bisogna passare alle “pulizie di fondo” direi una vera e propria disinfestazione!!!
Mani pulite? Quando mai!!!!!
Le avessero lavate con l’acido solforico allo stato attuale buona parte della politica sarebbe stata moncherina.
Anche se supportati da un cospicuo contributo di invalidità perderebbero però la possibilità di arraffare le mazzette.
Sempre che la razza “politicus infamis” non subisca una trasformazione genetica e sviluppasse i piedi e la coda prensili.
La mascella e l’avidità sono già in stato avanzato…..