DA OGGI 28 GENNAIO 2013 LA CRICCA ARCOBALENO ANCHE SU TWITTER Tito Rado | Crea il tuo badge
PRIMA O DOPO I SOGNI SI AVVERANO........... .....POI ARRIVA UN "LETTA" QUALSIASI A FRANTUMARLI!!!!

                                                             

M5S, la senatrice Serra parla degli operai sardi e poi scoppia in lacrime La senatrice sarda del M5S, Manuela Serra, durante il suo intervento in Aula sui lavoratori della Vinyls di Porto Torres e dell’Alcoa è finita in lacrime. Non è riuscita a trattenere la commozione. Ecco una parte del discorso a Palazzo Madama. “La grave situazione che vogliamo descrivere, signora Presidente (presiedeva la senatrice Lanzillotta), è data dal fatto che mancherà la vigilanza, perché gli operai non ricevono lo stipendio da febbraio e perché questa fabbrica – una delle tante – verrà dichiarata fallita”. Poi ha aggiunto: “Ieri i cassintegrati si sono presentati in procura per autodenunciarsi e per segnalare il disinteresse degli enti che dovrebbero garantire la sicurezza. (Segni di commozione da parte della senatrice Serra. Applausi dai Gruppi M5S e Pd e del senatore De Cristoforo ndr). Mi scusi, Presidente, per la commozione”. “Senatrice Serra, capisco la sua grande partecipazione” ha dichiarato la Lanzillotta.

che succede in Francia ?

13 Dicembre 2015 Commenti chiusi

“LA DITTATURA DELLE BANCHE”

25 Giugno 2013 Commenti chiusi

Articolo tratto da un Post pubblicato su Facebook dall’amico Lucio Sanna

 

 

Abbiamo un debito pubblico di oltre 2000 miliardi di euro solamente perché lo stato chiede in prestito alla banca centrale “privata” il denaro che invece potrebbe stamparsi da solo.

 

Essere costretti a pagare 100 miliardi di euro all’anno di interessi su quel debito fraudolento a una cricca di banchieri usurai il cui uomo di facciata si chiama Draghi e sentirsi dire: “Non ci sono più soldi, ci dispiace! Volete continuare ad avere servizi? Dovete pagare più tasse!” è una presa per i fondelli e un insulto all’intelligenza del contribuente. Ma sopratutto è una truffa contro il Popolo.

Cosa vuol dire “Non ci sono più soldi”? I “soldi” non li si cerca sul fondo del mare ma si stampano. Quindi, se mancano, è perché SI VUOLE CHE MANCHINO, semplice no!?

 

“Stato, perché non stampi denaro in misura proporzionale alla quantità di merci e servizi che circolano?” Semplice: perché lo Stato ha ceduto ai banchieri il potere di creare moneta, così quelli sono di fatto padroni degli stati e di tutta la politica e ci stanno pignorando tutto il continente. L’importante è che il meccanismo/truffa sia silenzioso e la gente non se ne accorga.

 

L’ERRORE PIU’ GRANDE E’ PENSARE CHE LAVORIAMO PER MANTENERE I POLITICI. NO! QUESTA E’ PROPAGANDA VOLUTA DAI MEDIA E DAI BANCHIERI.

 

Lavoriamo per mantenere i BANCHIERI, i politici sono i loro servi e percepiscono le BRICIOLE! Chiaro? LE BRICIOLE IN CAMBIO DELLA LORO FEDELTA’, IN CAMBIO DELLA CESSIONE DELLA SOVRANITA’ MONETARIA E IN CAMBIO DELLA SVENDITA DELLE AZIENDE DI STATO E DI TUTTE LE IMPRESE PRIVATE FATTE FALLIRE.

 

Questo imbroglio colossale, ha trasformato noi cittadini sovrani in schiavi a disposizione dei signori del denaro, anzi peggio, schiavi consenzienti perché ignoriamo i meccanismi della truffa monetaria e accettiamo la nostra condizione di schiavitù in nome di ciò che viene fatto percepire come “necessario” (CE LO CHIEDE L’EUROPA…).

 

ECCO LE 5 BALLE CHE CI HANNO RACCONTATO PER FREGARCI, DITELO A TUTTI!

 

1) – C’è la crisi e nessuno l’ha voluta,

2) – Tutti abbiamo speso al di sopra delle nostre possibilità,

3) – Non ci sono più soldi, per il popolo naturalmente

4) – Quindi ci vogliono ancora sacrifici e rigore tagliando sui servizi e finanziamenti

5) – Bisogna pagare più tasse in cambio di un tenore di vita sempre più basso

 

In questo modo ci hanno portati a lavorare gratis per loro e ci hanno tolto anche le mutande.

 

Milioni di criceti che fanno girare la ruota del sistema bellico e delle multinazionali.

 

SVEGLIAMOCI! SE OGNUNO DI NOI STAMPASSE QUESTO VOLANTINO E LO METTESSE NELLA CASSETTA DELLA POSTA DEL VICINO, DOMANI SAREMMO IL DOPPIO DI QUELLI DI OGGI o quantomeno a tantissimi verrebbero dei seri dubbi sulla nostra vecchia e cara DEMOCRAZIA che però stranamente somiglia sempre di più a una DITTATURA !!!

 

Passera- deliri. …..

9 Aprile 2013 Commenti chiusi

Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice di origine abruzzese che vive in California e insegna fisica all’Università di Los Angeles, scrive indignata a Corrado Passera una lettera che molti di noi avrebbero voluto scrivergli. Una lettera lucida, realista e impietosa che vale bene 3 minuti del tempo di ognuno di noi. Da parte nostra la ringraziamo sentitamente.

Caro Signor Passera,

stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l’Italia petrolizzata.

Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni ’60 per aggiustare l’Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.
Invece qui sono pianti amari, perche’ non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa.

Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso.

Lei non e’ stato eletto da nessuno e non puo’ pensare di “risanare” l’Italia trivellando il bel paese in lungo ed in largo.

Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall’Algeria, corridoio Sud dell’Adriatico, 4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi.

E la gente dove deve andare a vivere di grazia?
Ci dica.

Dove e cosa vuole bucare?
Ci dica.

I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d’Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria? I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell’Emilia? Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti?

Ci dica.

Oppure dobbiamo aspettare un terremoto come in Emilia, o l’esplosione di tumori come all’Ilva per non farle fare certe cose, tentando la sorte e dopo che decine e decine di persone sono morte?

Vorrei tanto sapere dove vive lei.

Vorrei tanto che fosse lei ad avere mercurio in corpo, vorrei tanto che fosse lei a respirare idrogeno solforato dalla mattina alla sera, vorrei tanto che fosse lei ad avere perso la casa nel terremoto, vorrei tanto che fosse sua moglie ad avere partorito bambini deformi, vorrei tanto che fosse lei a dover emigrare perche’ la sua regione – quella che ci dara’ questo 20% della produzione nazionale – e’ la piu’ povera d’Italia.

Ma io lo so che dove vive lei tutto questo non c’e’. Dove vive lei ci sono giardini fioriti, piscine, ville eleganti soldi e chissa’, amici banchieri, petrolieri e lobbisti di ogni genere.

Lo so che e’ facile far cassa sull’ambiente. I delfini e i fenicotteri non votano. Il cancro verra’ domani, non oggi. I petrolieri sbavano per bucare, hanno soldi e l’Italia e’ corrotta. E’ facile, lo so.

Ma qui non parliamo di soldi, tasse e dei tartassamenti iniqui di questo governo, parliamo della vita della gente. Non e’ etico, non e’ morale pensare di sistemare le cose avvelenando acqua, aria e pace mentale della gente, dopo averli lasciati in mutande perche’ non si aveva il coraggio di attaccare il vero marciume dell’Italia.

E no, non e’ possibile trivellare in rispetto dell’ambiente. Non e’ successo mai. Da nessuna parte del mondo. Mai.

Ma non vede cosa succede a Taranto?

Che dopo 50 anni di industrializzazione selvaggia – all’italiana, senza protezione ambientale, senza controlli, senza multe, senza amore, senza l’idea di lasciare qualcosa di buono alla comunita’ – la gente muore, i tumori sono alle stelle, la gente tira fuori piombo nelle urine?

E adesso noialtri dobbiamo pure pagare il ripristino ambientale?

E lei pensa che questo e’ il futuro?

Dalla mia adorata California vorrei ridere, invece mi si aggrovigliano le budella.

Qui il limite trivelle e’ di 160 km da riva, come ripetuto ad infinitum caro “giornalista” Luca Iezzi. Ed e’ dal 1969 che non ce le mettiamo piu’ le trivelle in mare perche’ non e’ questo il futuro. Qui il futuro si chiama high tech, biotech, nanotech, si chiamano Google, Facebook, Intel, Tesla, e una miriade di startup che tappezzano tutta la California.

Il futuro si chiama uno stato di 37 milioni di “>persone che produce il 20% della sua energia da fonti rinnovabili adesso, ogni giorno, e che gli incentivi non li taglia a beneficio delle lobby dei petrolieri.

Il futuro si chiamano programmi universitari per formare chi lavorera’ nell’industria verde, si chiamano 220,000 posti di lavoro verde, si chiama programmi “>per rendere facile l’uso degli incentivi.

Ma non hanno figli questi? E Clini, che razza di ministro dell’ambiente e’?

E gli italiani cosa faranno?

Non lo so.

So solo che occorre protestare, senza fine, ed esigere, esigere, ma esigere veramente e non su facebook che chiunque seguira’ questo scandaloso personaggio e tutta la cricca che pensa che l’Italia sia una landa desolata si renda conto che queste sono le nostre vite e che le nostre vite sono sacre.
Maria D’Orsogna

Fonte: http://dorsogna.blogspot.it/

mps quali intrecci?

28 Febbraio 2013 Commenti chiusi

 

 

Spunta una cassetta di sicurezza del Cavaliere nella banca rossa

 

I pm vogliono vedere i conti di Berlusconi in Mps

 

Alessandro Da Rold

Tre milioni sarebbero stati usati per corrompere De Gregorio e far cadere il governo Prodi

 

Il sequestro di una cassetta di sicurezza in uso a Silvio Berlusconi presso il Monte dei Paschi di Siena, la banca «rossa» da sempre «cara» al Cavaliere, nota alle cronache delle ultime settimane per il crack della gestione Giuseppe Mussari. È quello che chiedono i magistrati napoletani Henry John Woodcock e Enzo Piscitelli alla giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, nell’ambito dell’indagine per corruzione e finanziamento illecito ai partiti che vede come protagonista l’ex senatore dell’Italia dei Valori Sergio De Gregorio, cha sarebbe stato «corrotto» dall’ex presidente del Consiglio tra «il 2006 e il 2007» con l’obiettivo di sabotare e far cadere il «governo Prodi».

«L’indagine in corso presso la procura di Napoli è totalmente destituita di ogni fondamento», sostiene l’avvocato Niccolò Ghedini. Ma il leader di centrodestra è ora indagato per corruzione e finanziamento illecito: ha ricevuto convocazione in procura per il prossimo 5 marzo. Sulla richiesta di sequestro, come su quella di acquisire due telefonate di Berlusconi all’inizio dell’anno scorso, dovrà esprimersi il nuovo parlamento. I pm ritengono che in quella cassetta in uso «a Silvio Berlusconi» possa contenere «cose pertinenti al reato necessario per l’accertamento dei fatti».

Del resto, Mps è l’istituto di credito su cui hanno già messo gli occhi i magistrati di Milano  per l’inchiesta su Ruby ed è la banca dove Fininvest è primo affidatario. I soldi spettavano a De Gregorio in base all’accordo federativo tra Forza Italia e il “Movimento Politico italiani nel mondo” stretto nel 2006 e costato al Cavaliere in totale circa 3 milioni di euro, di cui «uno da versare sui conti correnti» e gli altri «due in nero». Inizialmente, però, «l’accordo prevedeva contributi per un milione di euro, dei quali 700 mila erano stati corrisposti con bonifico presso alcuni conti correnti di Banca Unipol a Napoli», scrivono i magistrati nella richiesta alla giunta.

 

A raccontare di quell’accordo ai magistrati è appunto De Gregorio - che non è stato ricandidato alle politiche del 2013 – durante tre interrogatori differenti, alla fine dello scorso anno. Talvolta il senatore si confonde sui tempi, cambiando l’anno in cui fu stipulato il patto (2006 o 2007? ndr). Stando alle sue parole, però, non solo Berlusconi accettò l’aiuto per far cadere Prodi, ma si propose persino di pagare in nero una parte della somma promessa. «Berlusconi sapeva bene che ero indebitato per tutto quello che avevo dovuto fare per accedere alla politica [...], ma ovviamente aveva anche l’impulso di voler rafforzare il suo movimento politico», ha raccontato De Gregorio ai magistrati napoletani.

A fare da mediatore tra De Gregorio e Berlusconi, è il faccendiere Walter Lavitola, «confidente» dell’uno e dell’altro. Sono il «gatto e la volpe» Walterino e Sergio, stando a quanto dichiarato da Susanna Lavitola (la sorella ndr) in un altro interrogatorio. È l’ex senatore a raccontare la sua richiesta a Berlusconi: «Gli chiedo un sostegno. Mi dice: che cosa ti può essere utile? Io dico: almeno tre milioni per sostenere il movimento e anche per uscire da mie vicende e da alcune mie vicende molto pesanti dal punto di vista personale. Lui dice: va bene». Stando alle parole di De Gregorio fu proprio l’ex direttore dell’Avanti a consegnarglieli, «a tranche di due, trecentomila euro alla volta Lavitola mi ha consegnato due milioni…». In contanti.

 

Ma perché questa parte in nero? Secondo De Gregorio – incalzato dai magistrati –  la cifra di un milione di euro versata da Berlusconi per gli accordi elettorali era simile a quella di tutti gli altri partiti. Gli «altri due» in contanti  (e solo per «lui» ndr), non dovevano risultare ufficialmente per «non far irritare Rotondi, la Mussolini e gli altri». Spiega: «Non voglio giustificare nè a voi nè a me stesso di aver ricevuto 2 milioni in nero, ho commesso un reato… Li ho ricevuti… Non mi domando perchè Berlusconi affidasse al dottor Lavitola la pratica di consegnarmi le tranche di denaro». E precisa: «L’importo era stato concordato… Avevo detto al presidente Berlusconi che mi sarebbero serviti 3 milioni… Ho ricevuto 2 milioni di euro in contanti da Lavitola a tranche di 200/300mila euro alla volta, nel 2007… Li ho versati in contanti sui miei conti avendo debiti fino al collo».

Il «sinallagma corruttivo Berlusconi-De Gregorio-Lavitola» per i pm di Napoli è provato anche dalle dichiarazioni rese in tre interrogatori diversi, datati 28 e 29 dicembre 2012 e 7 gennaio 2013, dell’ex senatore e presidente della Commissione Difesa dell’allora governo Prodi. «De Gregorio – scrivono – non solo ammette di aver ricevuto da Berlusconi, tramite il Lavitola, 2 milioni di euro in nero e in contanti in diverse tranches, ma pone altresì in stretta e inequivocabile correlazione al ricezione di tale denaro con l’adozione da parte sua di ben determinati e individuati atti»

 

Gli uomini della Provvidenza………..


RICAPITOLANDO:

- A destra il solito trio Berlusconi-Tremonti-Maroni (PDL-LEGA)

- Al centro la solita LATRINA vetero-democristiana

- A “sinistra” l’ambiguo PD dei soliti strateghi del fallimento.

- Ad amalgamare il tutto, il PORCELLUM elettorale.

Non è una fotografia del 2008. E’ il “rinnovato” scenario politico che i partiti ci offrono ancora una volta per le elezioni del 2013.

Il vero SCANDALO è che c’è ancora tanta gente disposta a RIVOTARLI.

// SCANDALO LEGA, la segretaria accusa: “Dal 2009 un conto parallelo” //

 

Intervistata da la Repubblica, Manuela Privitera punta il dito contro il capogruppo dei senatori Federico Bricolo e parla della gestione ballerina delle casse del Carroccio con l’arrivo di Belsito, tra regali, depositi bancari sospetti e spese pazze con soldi pubblici

 

La sua testimonianza davanti ai pm ha dato la stura all’ennesimo scandalo che ha travolto la Lega Nord: quello delle spese folli del gruppo del Carroccio a Palazzo Madama. Il presidente dei senatori Federico Bricolo ha rispedito le accuse al mittente, parlando di “accuse false di una collaboratrice infedele”. La diretta interessata non ci sta. E spiega la sua presa di posizione al quotidiano la Repubblica (che aveva dato per primo la notizia). Lei è Manuela Privitera ed è stata per otto anni la segretaria amministrativa della Lega al Senato. “Ma quel che ho visto in questa legislatura, in questi ultimi tre anni in particolare, non ha precedenti” ha detto, confermando l’esistenza di un conto corrente ombra e di bonus regalati per comprare elettrodomestici.

 

“Finché è stato in carica il governo Berlusconi i soldi circolavano tutti con bonifico – ha spiegato la Privitera – subito dopo, siamo nel dicembre 2011, il capogruppo Bricolo mi dice che vuole gestire in contanti. Prima non erano mai stati pagati affitti a un capogruppo o coperte le sue carte di credito, non venivano corrisposte somme extra a singoli senatori”. Accuse pesanti, dirette, che poi assumono un effetto ancor più velenoso. “A un certo punto, Bricolo convoca il tesoriere Stiffoni e, in mia presenza, annuncia: ‘dobbiamo aprire dei conti paralleli, dobbiamo fare degli accantonamenti’ – racconta la donna – Con l’avvento di Belsito al posto di Balocchio, nel 2009, non tutti i soldi vengono più girati alla segreteria di via Bellerio a Milano. Vengono trattenuti e gestiti in conti separati”.

 

L’operazione dei vertici del gruppo del Carroccio sono spiegati nel dettaglio, con tanto di obiettivo finale. Secondo Manuela Privitera, infatti, i conti correnti “erano tre. Uno ufficiale, che veniva utilizzato anche per i prelievi di contanti, tutti tracciati. E poi un conto parallelo. Infine un deposito titoli”. A che pro? “Immagino che si volesse celare al Consiglio federale della Lega il reale residuo di cassa a fine anno” è la spiegazione dell’ex segretaria, che poi ha confermato la destinazione delle cifre in questione. “Molti di quei soldi, come ho documentato, sono stati utilizzati per fare dei regali” ha detto Privitera. Che poi ha fatto alcuni esempi. Soggetto delle sue accuse è sempre Federico Bricolo. “Nel Natale 2011 Bricolo decide di regalare a ciascun senatore quattro buoni da 500 euro tramite una carta MediaWorld, per evitare di far trapelare che la Lega, in un periodo di crisi, regalava ai propri parlamentari elettrodomestici. Qualcuno si è comprato la lavatrice, altri il televisore”.

 

Ma non solo. Gli extra – ha continuato – “venivano corrisposti in contanti. Bricolo tratteneva per sé 2.028 euro, Bodega 778, Mazzatorta 638. Ogni mese. Caduto il governo Berlusconi, il capogruppo mi ha ordinato di assegnare 2mila euro al mese anche a Calderoli. A carico del gruppo è poi passato anche il suo contratto telefonico con la Tim“. Privitera ha raccontato di essere stata rimossa quando è scoppiato il caso Belsito. “Mi hanno rimossa dicendo che dovevano fare dei controlli, poi a maggio mi hanno proposto il raddoppio dello stipendio per scusarsi del disagio. La cosa mi ha spaventata e ho rifiutato. A fine luglio è arrivata la sospensione e poi il licenziamento”.

 

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/07/scandalo-lega-al-senato-segretaria-accusa-dal-2009-conto-parallelo/462716/

PIERFRANCO PELLIZZETTI – Grillo e Ingroia, il divismo per battere la collusività

Se si vuole ragionare realisticamente (senza perdersi nei fanatismi integralistici da setta religiosa, sempre in agguato) il tema più pressante dell’altrapolitica in procinto di andare alla verifica elettorale di febbraio è quello di come far “viaggiare separati per colpire uniti” i due portabandiera Beppe Grillo e Antonio Ingroia, con relativi seguiti di supporter.

 

Infatti questa volta ci sarebbero concrete condizioni per infliggere perdite consistenti all’esercito di occupazione della democrazia che la pubblicistica corrente ha denominato “Casta”: la mutazione della classe politica in corporazione indifferenziata del Potere, cementata dalla solidarietà nel tutelare le comuni condizioni di sopravvivenza e i relativi privilegi; tutto ciò attraverso la sequenza interminabile (quanto apparentemente immotivata) di salvataggi reciproci e collusioni inconfessabili che hanno marcato nel profondo la Seconda Repubblica, vanificandovi ogni ipotetica potenzialità di autorigenerazione. Una situazione patologica resa possibile in quanto da tempo la legittimazione del potere è diventata autoreferenziale, prescindendo dal consenso popolare declinante e aventiniano: la prassi spudorata che mette al riparo dalla crescente disaffezione elettorale spartendo – come se niente fosse – gli organigrammi pubblici sulla base dei voti residui.

 

Per una strana combinazione astrale e per l’eterogenesi di fini diversi, il comico ligure e il magistrato siciliano possono minare il meccanismo perverso scagliandogli contro l’altro elemento democraticamente degenerativo di questi anni: il divismo.

 

Praticata in maniera sfrenata da Silvio Berlusconi, la politica dello star-system trova in Grillo e Ingroia gli ultimi epigoni. Con tutte le riserve nei loro confronti (e le preoccupazioni legittime che si possono nutrire per “il dopo”), visto che il primo sta lasciando trapelare tutti i difetti padronali di un cinico imprenditore mediatico (supportato dal solito consulente di comunicazione del milieu milanese, specializzato nell’impacchettare banalità tirapacchi); l’altro conferma che la magistratura – con i suoi riflettori – è sovente una sirena che induce (se non vogliamo dire “deliri d’onnipotenza”) almeno sindromi narcisistiche da salvatore della patria. Effetti il cui combinato disposto si traduce nel criticabile andazzo di assumere incarichi internazionali di grande responsabilità, per poi rapidamente metterne a frutto il prestigio con repentini ritorni nel cortile di casa (e questo vale tanto per l’Ingroia guatemalteco come per l’ex eurodeputato di Strasburgo De Magistris).

 

Lo si ricorda per dire che dalle nostre parti non ci sono messia biancovestiti ma solo e sempre umani impastati nelle debolezze. Che però innescano processi carichi di potenzialità positive. Come quello di mettere in contraddizione la collusività con il divismo e – così facendo – colpire la corporazione partitica nell’unico suo punto sensibile: gli organigrammi dove piazzare il proprio personale. Se l’Altrapolitica conquisterà un 20 per cento di posti sarà una bella sottrazione di spazio vitale ai cacicchi del Palazzo, che potrebbe innescare effetti implosivi salutari.

 

Ma perché i due divismi diventino liberatori occorre che non si elidano a vicenda. Anche in quanto pescano in bacini non completamente sovrapponibili. In particolare Ingroia può recuperare pulsioni di sinistra radicale mandate in paranoia dai postmodernismi di Grillo sul “dopo e oltre sinistra e destra”, gli arancioni sembrano meglio piazzati nell’intercettare le priorità attribuite alla questione sociale (security) e i Cinquestelle alla questione ambientale e relativa incolumità (safety).

 

Il problema è – dunque – quello di non pestarsi i piedi individuando possibili sinergie. Il timore è che il disegno personale possa avere la meglio sul processo inintenzionale.

 

Pierfranco Pellizzetti

 

(5 gennaio 2013)

Fonte: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/01/05/pierfranco-pellizzetti-grillo-e-ingroia-il-divismo-per-battere-la-collusivita/

Buon 2013

31 Dicembre 2012 4 commenti

Sta per finire un altro anno e sicuramente non è stato fra i migliori. Si gira  pagina, nella speranza di un 2013  pieno di novità positive (lasciatemi sognare).

 

La parole fine sembra una condanna. La fine del mondo  preannunciata dai Maya non è arrivata,  ma per coloro che hanno temuto e respirato quell’ultimo “attimo di vita” sì,   è arrivata …  e questa è,  in un certo senso, la fine del mondo: “La morte della vita, la disperazione che uccide il futuro e l’incapacità a sognare”.

Tutto il resto , l’eventuale dopo, la vita eterna, è per tutti solo un’ipotesi, una possibilità. Per l’ateo solo un illusione, per chi crede una certezza, per me, eterna dubbiosa, una possibilità piena di “se” di “ma” e di “chissà”.

Per alcune cose invece si  è davvero arrivato qualcosa che assomiglia alla fine.

In troppi si vive nel disinteresse generale e solo per il proprio tornaconto e questo vale soprattutto per i nostri politici, per i “ricchi” affamati di potere che senza scrupoli non rinunciano a nulla e dispongono della vita altrui alimentando guerre e seminando miseria ovunque.
Gli unici che hanno rinunciato a qualcosa (perchè hanno dovuto) sono gli operai, e l’unica goccia di sudore appartiene a coloro che stentano ad arrivare a fine mese,  o a coloro che hanno rinunciato a lottare ponendo la parola fine alla loro esistenza.
“Loro”,  la classe politica, i potenti di ogni schieramento, ormai tutti uguali nel loro modo di porsi,  si dicono preoccupati per le sorti  del popolo, ma continuano più o meno indistintamente, a farsi il proprio interesse.
Si gira pagina sperando che tutto questo possa cambiare e che un mondo migliore non rimanga solo un sogno destinato a frantumarsi nella dura realtà quotidiana.

Non voglio augurare la luna, o un anno strepitoso perché sappiamo tutti che non sarà così e non voglio prendere in giro nessuno, ma auguro  a tutti un anno pieno di forza e determinazione, il coraggio di lottare e tanta tanta serenità nel cuore e nell’animo.

Auguro a tutti di vivere un 2013 nella speranza di un futuro per l’umanità. Perché che ci piaccia o no stiamo affondando tutti.

Un Abbraccio e Un Sereno 2013 a tutti.

BRUNETTA: NON HO I SOLDI PER L’IMU, HO CHIESTO UN PRESTITO -VIDEO

12 Dicembre 2012 2 commenti

BRUNETTA: NON HO I SOLDI PER L’IMU, HO CHIESTO UN PRESTITO -VIDEO.

Video importato

YouTube Video

 

12-12-2012

BRUNETTA: “NON HO I SOLDI PER L’IMU,

HO CHIESTO UN PRESTITO” -VIDEO

 

ROMA – “Sono 13 mesi che analizzo lo spread e ormai e’ acquisito dalla letteratura scientifica internazionale che per il 70% e’ determinato dal rischio di implosione dell’euro. Lasciamo perdere che lo spread sia ad personam. E’ stato fatto cadere un governo, e’ un imbroglio”. Lo ha detto a Tgcom24 Renato Brunetta (Pdl). “Stiamo sbagliando politica economica- ha aggiunto-, Monti ha sbagliato, cosi’ come il mio governo ha fatto politiche recessive faccio mea culpa. Noi siamo a favore dell’unione fiscale, bancaria e politica”. Sulla politica fiscale Brunetta ha concluso: “Purtroppo lo sviluppo economico italiano si e’ basato sull’evasione fiscale. Che ci debba essere disciplina fiscale per far pagare tutti e per pagare meno ci vuole. Tutto questo pero’ non si fa con il fisco spettacolo. Io sto pagando la seconda rata dell’Imu e i soldi non li ho, ho dovuto chiederli in banca. La pagheremo cara Monti ha sbagliato”.

senza bisogno di aggiungere qualcosa….

25 Ottobre 2012 Commenti chiusi

Le primarie del PD……….

L’importanza decisiva delle primarie del centrosinistra

Nelle primarie si decide con ogni probabilità chi sarà il capo del governo, e quindi un pezzo fondamentale del clima e del quadro politico.

Chi non vuole andare a votare alle primarie del centrosinistra avrà, per carità, svariate e sincere buone ragioni per astenersi. Ma è difficile sostenere che le primarie non contino, che il loro andamento e risultato siano secondari o scontati.

Non è vero che a Monti succederà Monti. Questa accadrà solo se le primarie dovessero fallire come partecipazione, dando via libera a chi nel Pd ha finora resistito alla riforma elettorale proporzionalista. Mi spiego meglio. Tutti i partiti di centro destra e di centro vogliono togliere o ridimensionare il premio di maggioranza di coalizione – che vige ovunque, dalle circoscrizioni ai comuni alle province alle regioni al parlamento- per evitare che il centrosinistra formato 2013 diventi maggioranza autosufficiente. E per costringere dunque il Pd a ri-fare un accordo con Udc e ciò che resterà del Pdl, o addirittura tentando l’impresa ardua di mettere assieme Sel e Idv da una parte e centristi e magari centrodestra dall’altra.

Questa manovra di riforma elettorale sembra essersi fermata – anche se la sostiene Napolitano – di fronte all’impetuoso irrompere delle primarie, fissate per il 25 novembre. Punto primo, dunque: le primarie sono l’unica alternativa a un Monti bis. (A meno di pensare che il Movimento 5 stelle possa da solo prendere la maggioranza e governare, circostanza finora esclusa da tutti, compresi gli stessi elettori 5 stelle). Se si andrà in tanti, se giustamente non ci si farà intimidire dalla necessità di firmare la Carta d’Intenti,quelle saranno le elezioni importanti, anche se poi ovviamente si tratterà ad aprile di confermarne il risultato contro il coniglio dal cappello che il centrodestra in rotta magari avrà trovato. E si tratterà col voto di aprile di capire con quali rapporti di forza tra i partiti dovrà governare Bersani o Renzi o Vendola (ordine alfabetico!).

Con che differenze tra i tre? Mi sembra che il conflitto tra Bersani e Renzi sia accanito perché è un conflitto di potere “sul Pd”, nato apparentemente sugli stessi programmi, mentre Vendola rappresenta programmi diversi. Dal pareggio di bilancio ai rapporti coi sindacati, dal lavoro al cemento e alla Tav, dai matrimoni e adozioni gay, ai soldati in Afganistan, dal reddito minimo garantito alla patrimoniale Vendola rappresenta la differenza.

Che poi questa differenza possa essere considerata eccessiva o insufficiente, è un altro discorso. Ma Vendola è differenza rispetto a come governare l’Italia,mentre tra Bersani e Renzi sembra tutto giocarsi su come governare il Pd e al massimo su una maggiore o minore propensione a fare un po’ di attenzione alla Cgil.

senza parole………

18 Ottobre 2012 Commenti chiusi