Forza Criccari che gavemo trovà la strada de casa!!!!

Trotaelode.com: «Scarica la tua laurea» – Video – Corriere TV

COMUNALI, SCHEDA CON 5 EURO A TREVISO: SONO PER LA FAMIGLIA DEL TROTA

COMUNALI, SCHEDA CON 5 EURO A TREVISO: SONO PER LA FAMIGLIA DEL TROTA.

 

Martedì 08 Maggio 2012 – 16:42

BREDA DI PIAVE – Cinque euro dentro una scheda elettorale, con scritta dedicata a qualcuno in particolare: «Per la famiglia del Trota». Lo scherzo della scheda con i soldi è avvenuto a Breda di Piave, un comune di 8mila abitanti nei pressi di Treviso. Il gesto fa ancora più rumore proprio perchè ci troviamo in ‘zona’ Lega Nord, e manifesta il cambiamento d’umore nei confronti del Caroccio e della famiglia Bossi in particolare.

Commenti:

alle prossime elezioni

x protesta alle prossime elezioni , mettiamo tutti 5 euro x la sovvenzione dei partiti. accattoni

commento inviato il 09-05-2012 alle 04:33 da mariopell

 

hahahaha

chi di coltello ferisce di coltello perisce… strunz!

commento inviato il 08-05-2012 alle 17:41 da mifatesckifo

 

quel piottaro del trota e’ pure corso a prenderseli

commento inviato il 08-05-2012 alle 17:29 da claudio60

Il Giappone dice addio all’atomo

5 Maggio 2012 2 commenti

Si spegne l’ultima centrale dopo 42 anni.

Il Giappome ne esce dal club atomico. L’avvio della procedura di arresto dell’ultima centrale attiva è prevista per le 17, ora di Tokyo del 5 maggio.
Per le 23, cioè le 18 in Italia, il paese nipponico non potrà più basarsi sull’atomo per produrre energia elettrica dopo 42 anni.
MANUTENZIONE ORDINARIA. La Hokkaido Electric Power, ha iniziato a disattivare l’unità numero 3 della struttura di Tomari, l’ultima attiva sulle 5 disseminata nell’arcipelago.
Si tratta di uno stop dovuto alla manutenzione ordinaria obbligatoria ogni 13 mesi che però assume un significato più profondo a poco più di un anno dalla crisi di Fukushima.
La chiusura del reattore non ha infatti fermato le proteste. In centinaia hanno marciato per le vie della capitale per chiedere la fine definitiva dell’utilizzo del nucleare.
VIA LIBERA DALLE COMUNITÀ. La perdita di radiazioni e le evacuazioni di massa hanno moltiplicato le paure nell’opinione pubblica sulle centrali al punto che tutte le unità fermate per le verifiche di routine non sono più ripartite a causa delle forti resistenze registrate tra le comunità locali.
Il processo amministrativo di riavvio, dopo il via libera dell’authority sulla sicurezza nucleare, prevede che ci sia il consenso espresso dagli enti locali (comuni e prefetture) che ospitano gli impianti. Finora i comuni non hanno approvato il ritorno all’atomo nemmeno nella prefettura di Fukui.  L’area più nuclearizzata del mondo vanta 14 reattori su una superficie simile a quella della città di Roma.

Sabato, 05 Maggio 2012
(dal giornale on line lettera 43

curiosità…..

Sior Tito Brontolon
10 Giugno 2011 a 18:39 | #77
…L’eolico non va’ bene perchè produce inquinamento (credo elettromagnatico)? bene facciamo ricerca in un’altra direzione magari non so’ costeggiando le strade e autostrade i pannelli fotovoltaici, oppure mettere le ventole dell’eolico in mezzo al mare………insomma bisogna assolutamente trovare mezzi alternativi per produrre energia rinnovabile che abbiano il minor impatto ambientale possibile…..
a suo tempo scrissi ciò e sembrò un’idea un po’ strampalata !!!

Ecco l’asfalto fotovoltaico

nteressante novità dal campo del fotovoltaico, dove una azienda statunitense propone l’asfalto fotovoltaico. Anche se il progetto è molto ambizioso le premesse per una buona riuscita ci sono tutte. In pratica l’asfalto fotovoltaico coniste nella pavimentare le strade con pannelli fotovoltaici speciali in grado di catturare i raggi solari e di trasformarli in energia.

LEGGI ANCHE: PaveGen: Ricavare energia dall’impatto dei piedi sul marciapiede

I risultati dei primi test sono davvero interessanti, con un’irraggiamento medio di 4 ore al giorno ciascun ogni pannello fotovoltaico è in grado di produrre 7,6 kwh al giorno. L’energia ricavata dall’asfalto fotovoltaico può essere immesso nella tradizionale rete elettrica oppure rifornire apposite colonnine distribuite lungo il percorso per la ricarica delle batterie delle auto elettriche.

Ma la strada della realizzazione dell’asfalto fotovoltaico non è privo di difficoltà. Ad esempio, è stato superato abilmente il problema della resistenza dei pannelli solari da inserire nell’asfalto facendo ricorso a vetri antiproiettile. Resta però quello legato alla superfice lisca dei panelli stessi, che è poco si concilia con la sicurezza della guida. In questo caso la soluzione potrebbe essere l’uso di migliaia di piccoli prismi che permettono l’ideale adesione dei pneumatici al terreno.

Per ora la sperimentazione sarà avviata negli USA, speriamo di poter presto vedere anche in Italia l’asfalto fotovoltaico.

 

 

 

Energia ingannatrice……

LA BEFFA DELL’ENERGIA ‘BIORARIA’:

“LA LAVATRICE DI NOTTE È PIÙ COSTOSA”

Venerdì 13 Aprile 2012 – 11:03

MILANO – Fare la lavatrice, stirare, usare la lavastoviglie. Tutto di notte, per risparmiare. E’ ormai diventata abitudine consolidata tra gli italiani puntare agli orati notturni per rendere leggermente meno salata la bolletta della luce. Ma il risparmio “facile” usando gli elettrodomestici dalle 7 di sera alle 8 di mattina rischia di assumere infatti i contorni di una leggenda metropolitana.

Come scrive Stefano Agnoli sul Corriere, “l’energia elettrica, nelle fasce serali, oggi non è più così a buon mercato come è storicamente stato. Anzi, in qualche caso il suo prezzo è addirittura superiore a quello delle «ore di punta», la fascia oraria tra le 8 e le 19 che va dal lunedì al venerdì e che concentra i maggiori consumi”.

Insomma, i cosiddetti contratti “biorari”, che incentivano i consumi notturni non sono convenienti come una volta. A cosa è dovuto? “Ciò che è accaduto è il risultato dell’irruzione sul mercato elettrico delle energie rinnovabili”, che quando vanno a pieno regime durante le ore diurne hanno la precendenza sulle forme di energia tradizionali. “La conseguenza – scrive Agnoli – è che il parco delle centrali elettriche a gas, «spiazzato» dai nuovi venuti, è stato via via confinato in orari periferici, e si attiva con minor frequenza. Quando il sole tramonta, però, si assiste a un evento particolare: non solo vengono a mancare quasi d’improvviso le forniture di energia rinnovabile, ma il sistema deve anche affrontare l’innalzamento serale dei consumi, una «rampa di carico» inferiore a quella della mattina presto, ma non trascurabile. Per coprirla si richiamano in servizio le centrali a gas, ma questo continuo «stop and go», e la necessità di tenere accesi e pronti all’intervento gli impianti, ha un costo”.

I NUMERI – A marzo il prezzo energetico nelle ore serali ha persino superato (93 euro/mwh contro 83) quello delle ore diurne. “Se ad essere colpiti sono i cittadini ancora in «maggior tutela» (e le aziende che hanno concentrato i consumi di notte) urge comunque una correzione del sistema, magari scadenzando diversamente la divisione tra ore «di punta» o «intermedie» o «fuori punta»”.

Corriere della Sera > Economia > La beffa della tariffa bioraria L’energia di notte ora costa di più

NELLA FASCIA 17-21 IL PREZZO DELL’ELETTRICITÀ È SALITO DEL 30% NELL’ULTIMO QUADRIMESTRE 2011

La beffa della tariffa bioraria

L’energia di notte ora costa di più

L’arrivo delle rinnovabili ha rivoluzionato il mercato elettrico

MILANO – Fare andare la lavatrice di notte per risparmiare sulla bolletta. Oppure la lavastoviglie, il ferro da stiro, lo scaldabagno, ma tassativamente dopo le sette di sera o prima delle otto del mattino. Si chiamano «tariffe biorarie» e sono diventate popolari dalla seconda metà del 2010. Ma ora, dopo due anni, rischiano di tramutarsi in una mezza delusione. O quanto meno in una promessa sempre più difficile da mantenere appieno: si era partiti puntando su un progressivo incremento del risparmio in bolletta per i consumatori, dal 5% in su. Adesso ci si accorge che, rebus sic stantibus , non sarà più possibile. Per provare a incidere con un incentivo concreto sulle abitudini di consumo degli italiani bisognerà procedere come minimo a una revisione dell’attuale meccanismo.

Che cosa è successo? Che ci si è messa di mezzo una rivoluzione del mercato dell’energia. In sintesi: l’energia elettrica, nelle fasce serali, oggi non è più così a buon mercato come è storicamente stato. Anzi, in qualche caso il suo prezzo è addirittura superiore a quello delle «ore di punta», la fascia oraria tra le 8 e le 19 che va dal lunedì al venerdì e che concentra i maggiori consumi. Intendiamoci: chi ha stipulato contratti «biorari» sul libero mercato o non si è mai affidato a offerte alternative a quelle previste dall’Autorità (la «maggior tutela») continuerà a pagare quanto previsto da ciò che ha sottoscritto (e finché dura il contratto). Chi ha optato per la formula che va per la maggiore sul mercato libero, quella «flat» (tutto compreso e prezzo bloccato per un periodo predeterminato), non vedrà differenze. Ma l’idea che la tariffa bioraria consenta di difendersi dagli aumenti in bolletta dovrà in qualche modo essere ripensata. E con essa anche il proposito «strategico» di cambiare il modello di consumo degli italiani.

Ciò che è accaduto è il risultato dell’irruzione sul mercato elettrico delle energie rinnovabili, eolico e fotovoltaico: 6.600 megawatt di potenza installata a fine 2011 per il primo e 12.500 megawatt per il secondo. Quando vanno a pieno regime, prevalentemente durante le ore diurne e quindi di «picco», hanno diritto di precedenza su tutte le altre forme di energia. La conseguenza è che il parco delle centrali elettriche a gas, «spiazzato» dai nuovi venuti, è stato via via confinato in orari periferici, e si attiva con minor frequenza. Quando il sole tramonta, però, si assiste a un evento particolare: non solo vengono a mancare quasi d’improvviso le forniture di energia rinnovabile, ma il sistema deve anche affrontare l’innalzamento serale dei consumi, una «rampa di carico» inferiore a quella della mattina presto, ma non trascurabile. Per coprirla si richiamano in servizio le centrali a gas, ma questo continuo «stop and go», e la necessità di tenere accesi e pronti all’intervento gli impianti, ha un costo. Di più: le aziende proprietarie sanno benissimo che hanno poche ore nella giornata per «recuperare» i margini necessari per ripagare almeno il combustibile. E si muovono di conseguenza, tenendo alti i prezzi.

Risultato: nel 2011, nelle ore di maggior produzione fotovoltaica (dalle 7 alle 16), l’incremento di prezzo è rimasto contenuto al 7% rispetto al 2010. Nelle altre ore è cresciuto invece del 20%. Nella fascia dalle 17 alle 21, nell’ultimo quadrimestre 2011, è stato del 30%. Lo scorso marzo si è assistito addirittura al sorpasso: il prezzo delle ore serali ha superato (93 euro/mwh contro 83) quello delle ore diurne. Se ad essere colpiti sono i cittadini ancora in «maggior tutela» (e le aziende che hanno concentrato i consumi di notte) urge comunque una correzione del sistema, magari scadenzando diversamente la divisione tra ore «di punta» o «intermedie» o «fuori punta». L’Autorità per l’energia ci sta pensando, ma la questione è delicata perché riguarda il «messaggio» da trasmettere ai consumatori. E in questi tempi difficili il rischio di disorientarli è elevato.

Stefano Agnoli

13 aprile 2012 (modifica il 14 aprile 2012)

Come belve ferite a morte…


SANTANCHÉ CHOC: “NILDE IOTTI COME NICOLE MINETTI”. È BUFERA

Venerdì 13 Aprile 2012 – 16:08

MILANO – «Rosi Mauro svolgeva il ruolo di badante, un lavoro molto prezioso per la Lega, e doveva limitarsi a quello, non doveva avere mire politiche. Non la difenderei mai solo perchè è una donna»: così alla Zanzara su Radio 24, Daniela Santanchè. «Non è una questione di genere. Non ho mai sentito il politico Rosi Mauro fare battaglie politiche, introdursi nell’agenda politica del paese. L’ho sempre vista svolgere molto bene il ruolo di badante, cosa che apprezzo».

«Lei – prosegue – ha preso il peggio degli uomini. Le donne quando credono di avere il potere vogliono diventare maschi, anche esteticamente, con l’arroganza, la maleducazione, nel modo di essere. Poi quando cadono in disgrazia se la prendono con i maschi e tornano donne. Visto che lei è una donna di partito e visto che Bossi ha chiesto un passo indietro dovrebbe dimettersi da vicepresidente del Senato».

Ma se Schifani fosse malato? «Sarebbe una vera violenza verso gli italiani averla a sostituzione di Schifani in aula al Senato, in caso di assenza delle alte cariche dello Stato». Su Bossi: «È la vera vittima, con la sua malattia».

Poi sull’autista che ha registrato Renzo, la Santanchè attacca: «Mi fa più schifo della Rosi Mauro. Se penso che potrei affidare mio figlio a un autista o a uno che può stargli vicino, con un possibile ricatto, non mi piace. È un infame, mi fa più schifo lui di tutto il resto. È un ricattatore».

Ascolta la puntata della Zanzara

“NILDE IOTTI COME LA MINETTI”. E’ BUFERA «La Minetti? Anche Togliatti aveva come amante la Iotti, poi lei è diventata il primo presidente donna alla Camera, e sicuramente non aveva vinto concorsi. Nessuna delle due ha vinto un concorso, questo è sicuro», ha aggiunto la Santanché alla Zanzara. «La Iotti – ha aggiunto – faceva benissimo politica, ma nella stanza sopra delle Botteghe Oscure. Siccome ora si parla solo di Bunga Bunga possiamo dire che tutto il mondo è paese».

«Una compagna comunista da amante a presidente della Camera dimostra che le scorciatoie aiutano. Se non fosse stata l’amante di Togliatti non credo sarebbe mai diventata presidente della Camera», conclude. «Anche la Minetti non doveva diventare consigliere regionale ma le scorciatoie c’erano ieri e ci sono anche oggi, forse un tempo era peggio».

LE REAZIONI «Non sono abituata a commentare le parole di Daniela Santaché, ma stavolta le sue provocazioni non si possono ignorare. Si tratta di un miserabile tentativo di infangare la dignità e la storia di una donna esemplare, sia nei comportamenti pubblici che privati. È semplicemente intollerabile»: lo afferma la presidente dell’assemblea del Pd Rosy Bindi.

«Una volgare mistificazione della biografia umana e politica di Nilde Iotti, che ha speso la sua vita al servizio della democrazia e delle Istituzioni repubblicane ed è stata protagonista delle battaglie di emancipazione e parità delle donne italiane», conclude l’esponente del Pd.

«Se intervengo è solo per ricordare ancora una volta che donna straordinaria sia stata Nilde Iotti»: così Livia Turco (Pd). La Iotti, ricorda Livia Turco, «pur venendo da una famiglia molto povera, grazie a straordinari sacrifici si laureò giovanissima alla Cattolica, si impegnò nella Resistenza, e ottenne moltissimi voti sia per il consiglio comunale, sia per diventare giovane deputata alla Costituente (tutto questo ben prima di conoscere Togliatti) e fino alla sua scomparsa è stata protagonista di primo piano della vita della Repubblica, nelle istituzioni e in tutte le battaglie per il progresso civile e sociale del nostro Paese».

«Parole offensive verso tutte le donne, pronunciate da chi ignora la storia: Nilde Iotti divenne prima Presidente donna della Camera dei Deputati quindici anni dopo la morte di Togliatti. E ricoprì quella prestigiosa carica per 13 anni di seguito – record assoluto – proprio per la sua storia, le sue qualità umane, politiche e intellettuali. Nè rinunciò mai alla propria dignità di donna e alle sue scelte di vita, in tempi per una donna assai più difficili di quelli odierni», afferma Piero Fassino, sindaco di Torino, membro Direzione nazionale Pd. «A lei tutti gli italiani debbono rispetto per aver contribuito a costruire la democrazia e la Repubblica e all’affermazione delle donne nella vita politica e nella società», conclude.

“PUNITA PERCHE’ DICO CIO’ CHE PENSO” «Nilde Iotti era l’amante di Togliatti, un comunista, e ha fatto il Presidente della Camera. Non si diventa Presidente della Camera per merito ma per interessi politici. Ho detto quello che penso e sono stata punita». Queste le parole di Daniela Santanchè (Pdl) a Tgcom24, dopo la polemica nata dalla sua dichiarazione in cui ha accostato la figura di Nicole Minetti a quella di Nilde Iotti.

«Credo che la mia azione politica sia sempre stata caratterizzata dalla difesa in favore delle donne. Sono stufa di dover pagare una vera discriminazione, non ci sto perchè rivendico il mio impegno politico e la mia passione politica e rivendico la possibilità di fare politica come le mie colleghe di sinistra», dice Santanchè.

«Purtroppo oggi in Italia dire la verità è sempre più complicato, va di moda l’ipocrisia. Non ho fatto accostamenti, ho solo detto che si tende a difendere solo una categoria di donne, che si usano due pesi e due misure nel giudicare donne di destra e donne di sinistra – aggiunge – Ho solo voluto dire che in passato era come adesso, sia a destra che a sinistra. Rivendico la libertà di espressione e la possibilità di dire ciò che penso».

   Anna Finocchiaro

Solo chi ignora la storia del nostro Paese può essere così volgare e meschino nei confronti di una donna straordinaria come Nilde Iotti

 Debora Serracchiani

Quello della Santanchè è un triste e squallido elogio del nepotismo, in cui il paragone con Nilde Iotti fa solo spiccare la voragine che separa le figure migliori della nostra Repubblica dalle terze linee del berlusconismo.

il coraggio per la pace……….

“FERMATE LE UCCISIONI”

Il coraggio di una donna della Siria

Ha soltanto chiesto che le uccisioni in Siria finiscano, in modo pacifico. E’ scesa in strada, a un incrocio trafficato non lontano dal Parlamento di Damasco, con uno striscione su cui era scritto: “‘Fermate le uccisioni, vogliamo costruire una Patria per tutti i siriani”.

Rima al Dali, giovane studentessa di legge, ha pagato caro il suo coraggio: è stata picchiata e portata in un luogo sconosciuto.

Nei mesi scorsi l regime aveva annunciato di aver cancellato le leggi che proibivano tutte le manifestazioni che non fossero di sostegno ad Assad.

CORAGGIO CIVILE

la forza della dignità umana

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In ogni parte del mondo si sono verificate ed esistono tuttora situazioni estreme di violazione dei diritti umani, di persecuzione e di negazione della libertà. Chi trova il coraggio di opporsi, di salvaguardare la propria integrità morale, di affermare il dovere della verità, di denunciare i crimini contro l’Umanità e di battersi per difendere i valori fondanti della convivenza civile, può essere definito Giusto.

Giornalisti come Sihem Bensedrine in Tunisia e scrittori come Gao Xingjian in Cina, diplomatici come Enrico Calamai in Argentina e artisti come Sunila Abeysekera nello Sri Lanka, studenti come Bo Kyi in Birmania e attivisti, leader sindacali o politici come Maria Elena Moyano in Perù, Guillermo Chen in Guatemala, Fannie Lou Hamer negli Stati Uniti, scienziati, avvocati, medici, intellettuali come Vassili Nesterenko in Bielorussia, Sylvie Maunga Mbanga in Congo, Halima Bashir in Darfur, Hashem Aghajari in Iran.

Senza dimenticare le figure femminili in prima fila nella difesa dei diritti delle donne calpestati in molte parti del mondo, come Betty Makoni nello Zimbawe, Hawa Aden Mohamed in Somalia, Khalida Toumi Messaoudi in Algeria, Lydia Chaco in Messico.

Così come i nomi più noti nella difesa dei diritti umani e civili come Nelson Mandela in Sudafrica, Aung San Suu Kyi in Birmania, Anna Politkovskaja in Russia, Orhan Pamuk in Turchia, Natasha Kandic in Serbia e Svetlana Broz in Bosnia, Ayaan Hirsi Ali dalla Somalia, le madri di Plaza de Mayo in Argentina.

E’ ora di mandarli ” A LAVURAR!!!!”

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Vogliamo le dimissioni di Renzo Bossi dal consiglio regionale lombardo

PRIMA VITTORIA!!! ORA DOPO LE PAROLE, I FATTI: DOPO L’ANNUNCIO DELLE DIMISSIONI DEL TROTA, ATTENDIAMO IL DEPOSITO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LETTERA CON CARATTERE “IRREVOCABILE” (DI MANFRINE NON NE VOGLIAMO).

Bossi jr lascia, ironia in Rete

“Avrà finito di pagare l’auto”

Il Trota non fa in tempo ad annunciare le sue dimissioni dal Consiglio regionale lombardo che sui social network parte la gara alla battuta migliore. Il sarcasmo si mescola alla voglia di cambiamento dei militanti del Carroccio

di CARMINE SAVIANO

Me ne vado perché mi sento un pesce fuor d’acqua…”.

“Si sarà consultato con il suo tutor”, “Dicono che abbia passato notti insonni a provare il discorso”, “Dai l’esempio? Allora non dovevi neanche candidarti”. L’annuncio delle dimissioni di Renzo Bossi 1 da consigliere regionale della Regione Lombardia, scatena in rete l’ironia e la soddisfazione di tanti cittadini, militanti della Lega e non. Che accolgono le parole del Trota con commenti dettati da sarcasmo, cinismo, giubilo. “Si dimette, avrà finito di pagare la macchina”, “Adesso potrà dare una mano a imbiancare i muri di casa”. E su Twitter e Facebook scatta la gara alla battuta migliore.

Il maggior numero di interventi sulle pagine degli esponenti della Lega Nord. Come quella di Matteo Salvini, che commenta con un laconico “Pare che Renzo Bossi si dimetta, un vero peccato…”. Un post che dà spazio alla voce di tanti militanti. “Spero si dimetta anche la Rosy Mauro. Quando penso che abbiamo pagato lo stipendio – e che stipendio – a due analfabeti, mi viene una rabbia. Se non se non vanno non voterò mai più Lega”. Ancora: “Va be’ pazienza, il Trota sarà tornato nel fiume”, “Non mi aspettavo questa sorpresa dall’uovo di Pasqua”.

Sullo sfondo il rilancio del Movimento. E proprio Matteo Salvini, con Bobo Maroni, sono indacati da tanti come i protagonisti della “riscossa del Carroccio”. “Dovete prenderein mano il partito e fare piazza pulita.

Mettere alla porta anfibi, fattucchiere e cerchi magici. Torniamo a parlare di federalismo fiscale”. E torna la “durezza leghista”: “Stimo Umberto Bossi, ha creato il nostro movimento. Ma adesso devono restarsene a casa, siamo diventati uguali agli altri partiti”. Ma è l’ironia a farla da padrona. Ancora su Bossi jr. “Pare che abbia detto: Me ne vado perché mi sento un pesce fuor d’acqua…”.

E sul profilo Facebook di Roberto Maroni, gli interventi dei militanti sono decine. Barbari sognanti contro il Cerchio Magico, una lotta per la leadership che trova in rete uno sconfinato campo di battaglia. “Non siamo tristi per queste dimissioni, anzi ce ne rallegriamo. E’ l’unico modo per far capire agli italiani che non ammettiamo ruberie nel nostro partito”. Il prossimo obiettivo dei militanti vicini all’ex ministro degli Interni è il vicepresidente del Senato, Rosy Mauro: “La ‘nera’ non lascerà mai. Dobbiamo essere noi a cacciarla”. E in rete già circolano numerose petizioni per richiederne le dimissioni (l’appello di Articolo 21 2 ).

Poi Twitter. 140 caratteri di cinismo puro. “Trota ci mancherai, eri puro cabaret”, “Non ti preoccupare, se non ce la fai con le spese facciamo tutti una colletta”, “Ma come si dimette, se non ha mai lavorato”. E ancora: “Adesso si darà alla pesca sportiva”, “C’è un comunicato stampa del Cepu che lo difende: dicono che non sa contare”, “Non oso immaginare da chi sarà sostituito in Regione”. E, infine, c’è anche chi legge le dimissioni del figlio del Senatur, come un gesto da apprezzare. “Certo, non è una cima. Ma molti squali della politica dovrebbero prendere esempio da lui”.

Telepadania fallisce, gli Italiani pagheranno i suoi debiti

Oltre 700.000 euro di debiti tributari e finanziari ed un patrimonio netto negativo che supera i 435.000 euro. Questi i numeri deprimenti di Telepadania, la televisione di propaganda leghista con una programmazione talmente noiosa e pateticamente faziosa da essere snobbata persino dagli stessi “padani”.

Il quotidiano Libero ha così confermato la notizia: Celticon S.r.l, società proprietaria dell’indebitatissima emittente nordica, ha dichiarato lo stato di crisi ed i suoi soci non hanno più soldi per rifinanziarla. L’Inps e l’Enpals hanno inviato già un copioso numero di cartelle esattoriali ma, a quanto pare, alla fine saranno gli italiani del tanto odiato stivale unito a dover pagare i debiti maturati da Telepadania. Come si legge testualmente su Libero, infatti, “La proposta di transazione – già accettata da tutti gli enti pubblici creditori – è quella di pagare solo una parte del dovuto: in tutto 577.824 euro, con il fisco italiano, l’Inps e l’Enpals che complessivamente rinunceranno a più di 100mila euro del dovuto”.

Uno sconto che graverà quindi su pensionati e contribuenti di tutto il paese che, insultati e snobbati da sempre dal popolo padano, dovranno ora pagare il fallimento della televisione verde. E quale destino più prevedibile per una tv che avrebbe dovuto raccontare le vicende di una regione che non esiste e mai esisterà. Magari, chiamandola “Telefantasia”, il Carroccio avrebbe potuto attirare almeno l’attenzione di qualche curioso. E invece no: il partito di Bossi è andato avanti fin quando ha potuto con la politica dell’indebitamento.

Eppure, attraverso la fiduciaria Fingroup che possiede la Celticon s.r.l, i leghisti avrebbero potuto pagare con un barlume di dignità i propri debiti. Il patrimonio del Carroccio, stando alle stime effettuate in occasione degli investimenti per la Tanzania, ammonta a qualche decina di milioni di euro. Ergo c’era sicuramente la possibilità di recuperare la somma dovuta ed onorare per intero e soprattutto in maniera autonoma, un debito che è di marchi leghista dal primo all’ultimo centesimo. Eh si perché, chi detesta l’Italia unità e vuole “l’autonomia” e “l’indipendenza”, poi non può usare i soldi dei fratelli rinnegati per pagare i propri guai finanziari. Che fine ha fatto l’orgoglio padano? Ah già: c’è la crisi e la coerenza costava troppo in periodi di vacche magre; figuriamoci adesso.

Sarà magari sarà divertente vedere i due boriosi ragazzotti che, qualche tempo fa, tentavano goffamente di “insegnare la raccoltà differenziata ai napoletani” andare a chiedere l’elemosina proprio ai campani ed al resto dei tanti parassitari ed ignoranti terroni. Poter dare loro qualche euro per salvarsi dovrebbe rappresentare una grande soddisfazione per ogni vero italiano.

Caspita che notizia…………….

Sentenza shock: la Consulta dichiara incostituzionali i Patti Lateranensi

Ieri la Corte Costituzionale, che lavorava da più di un anno su questo delicatissimo tema, ha dichiarato con voto unanime l’incostituzionalità dei Patti Lateranensi. La sentenza è in stampa sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

I Patti Lateranensi, unico caso di accordo con uno Stato estero inserito nella Costituzione di un paese democratico, sono previsti dall’art. 7 della Costituzione della Repubblica Italiana: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale”. Da alcune indiscrezioni sembra che il problema ravvisato dalla Corte sia l’evidente contrasto fra quanto stabilito dai Patti Lateranensi e l’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”.

Il problema che sorge è la posizione che prenderà il Vaticano; infatti, come prevede l’articolo 7 della Costituzione, “le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale”: ciò significa che le modifiche bilaterali possono essere adottate con legge ordinaria, mentre, argomentando a contrario, quelle unilaterali richiedono il procedimento aggravato ex art. 138 Cost. Pertanto, a meno che non contrastino con i principi supremi dell’ordinamento, le disposizioni dei Patti Lateranensi devono essere modificate col procedimento ordinario nel caso ci sia mutuo consenso fra Stato e Chiesa, con il procedimento aggravato proprio delle leggi costituzionali nel caso sia lo Stato unilateralmente a modificare il testo dell’atto. E’ stata questa evidentemente la posizione presa dalla Corte Costituzionale, che ha ravvisato una palese e grave incompatibilità nello status dei patti che rappresenta un vulnus insanabile nei confronti dei principi di libertà e di uguaglianza insiti nella Costituzione.

E’ ovvio che il Vaticano potrebbe rifiutarsi di recepire questa sentenza, iniziando una lunga diatriba giuridica con lo Stato italiano. Ne avrebbe la forza, il coraggio e la volontà? E se non accettasse? Una possibile dichiarazione di guerra dello stato del Vaticano contro lo stato italiano fa sorridere, ma non sarebbe impossibile. Si ricorda che, come dice l’articolo137 della Costituzione “Contro le decisioni della Corte Costituzionale non è ammessa alcuna impugnazione”. Questo vuol dire cha la sentenza oramai è legge e non può essere impugnata né modificata, a meno appunto di una revisione costituzionale che richiederebbe in questo caso anni di lavori.

Gli effetti della sentenza saranno sconvolgenti per tutta la società italiana; secondo l’articolo136 della Costituzione “Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione…”

Gli effetti saranno quindi immediati. Abbiamo chiesto ad alcuni costituzionalisti un parere sulle possibili conseguenze. La prima sarà la nullità, per lo Stato italiano, di tutti i matrimoni che verranno celebrati in Chiesa. Da domani avranno valore civile solo quelli celebrati da un funzionario dello Stato italiano o da un suo delegato. Vengono cancellate anche tutte le norme che regolano i trattamenti economici di favore e le esenzioni fiscali nei confronti di enti, istituzioni o associazioni facenti riferimento alla Chiesa cattolica. Spariscono anche le norme che regolano l’attribuzione dell’8 per mille. Il parere di un insigne giurista, che desidera restare anonimo, è che i fondi dell’8 per mille già da quest’anno verranno assegnati rispettando la volontà dei cittadini: il gettito verrà quindi devoluto alla Chiesa cattolica o ad altre Chiese solo in base al numero di cittadini che avranno espresso esplicitamente questo desiderio. Si ricorda che attualmente anche l’8 per mille dell’Irpef di chi non firma, dei pensionati e di altri contribuenti esonerati dalla dichiarazione dei redditi (in totale circa il 60 per cento dei contribuenti), viene comunque redistribuito. Questo significherà una perdita per il Vaticano, a favore dello Stato italiano, di quasi un miliardo di euro ogni anno. Scomparirà anche la cosiddetta “ora di religione”, diventando un’ora che ogni scuola potrà dedicare alle attività curricolari che riterrà più consone e utili all’insegnamento. Le Scuole private confessionali, in assenza dei sostanziosi contributi diretti o indiretti loro concessi, saranno costrette a rivedere le rette che i loro alunni dovranno versare a partire dal prossimo anno scolastico.

Al momento non si hanno ancora dichiarazioni ufficiali, sembra che Oltretevere regni una calma da taluni dichiarata molto preoccupante, mentre i leader e gli addetti stampa dei maggiori partiti politici hanno rifiutato di rilasciare qualunque dichiarazione. E’ evidente che ognuno sta aspettando la prima mossa degli altri, in un ridicolo quanto penoso tentativo di salvarsi la faccia e non perdere elettori. Il presidente del Consiglio, in una nota riservata, ha dichiarato che, ritenendosi un servitore dello Stato, intende semplicemente proseguire il suo lavoro nel rispetto delle leggi e della Costituzione italiana.

Carlo Cosmelli

redazione

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eccone un altro………….

MASSIMO CALEARO (DEPUTATO DI POPOLO E TERRITORIO, EX PD): “ALLA CAMERA NON VADO, CON LO STIPENDIO MI PAGO IL MUTUO. HO UNA PORSCHE CON LA TARGA SLOVACCA: LI’ HO UN’ATTIVITA’ E POSSO SCARICARE LE TASSE. DUE GAY CHE SI BACIANO? MI FANNO SCHIFO, NON SONO NORMALI. IO SONO NORMALE, MI PIACCIONO LE DONNE”

Roma, 30 mar. (Adnkronos) – “Dall’inizio dell’anno alla Camera sono andato solo tre volte, anche per motivi familiari. Rimango a casa a fare l’imprenditore, invece che andare a premer un pulsante. Non serve a niente. Anzi, credo che da questo momento fino alla fine della legislatura non ci andrò più”. Lo dice Massimo Calearo, deputato di Popolo e Territorio ex Pd e Api, alla Zanzara su Radio 24.